Sotto la Basilica di Santa Maria della Sanità, conosciuta da tutti i napoletani come la chiesa di San Vincenzo, Nel cuore dello stesso rione, è situato quello che era il secondo cimitero paleocristiano più importante della città.
La Sanità, patria di Totò ed uno dei quartieri più popolosi di Napoli, è sorta nella valle tra la collina di Capodimonte e quella del Vomero.  Nel suo sottosuolo si trova l’area cimiteriale conosciuta oggi col nome di Catacombe di San Gaudioso. Tutta la zona è un’enorme Necropoli paleocristiana, poiché contiene anche le più vaste e conosciute Catacombe di San Gennaro. Qui sorsero ipogei ellenistici prima, e le catacombe paleocristiane poi.


Dal XVII secolo la zona fu chiamata “Sanità” anche grazie a proprietà miracolose di un  ritratto della madonna con bambino, un affresco fino ad allora coperto dal fango. La Madonna della Sanità, del V-VI secolo, è di fatto, la più antica raffigurazione di Maria in Campania.

Ci sono nove catacombe e complessi ipogei sotto il Rione Sanità, solo quattro  sono stati restaurati e portati  alla luce, cioè San Gennaro, San Gaudioso, San Severo ed il cimitero delle Fontanelle.

 Artefice di quest’opera è la Cooperativa “La Paranza” nata nel 2006, un’iniziativa creata in un quartiere difficile caratterizzato da grosse differenze socio-economiche e culturali.


I soci di questa cooperativa hanno voluto mettere al servizio del Rione Sanità le loro esperienze ed abilità per migliorare la realtà del loro territorio. Il progetto cerca di trovare nuove proposte, e nuovi modi per coinvolgere i giovani, cercando di creare una mentalità ed una prospettiva  diversa riguardo l’etica lavorativa.

Con una valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del quartiere come fulcro dell’iniziativa, per sviluppare i flussi turistici, il progetto ha contribuito a far aumentare la produttività del rione, offrendo alternative lavorative ai giovani del quartiere. Da quando sono state aperte le catacombe al pubblico il numero dei visitatori si è quintuplicato, facendo sviluppare una rete di piccole aziende e cooperative collegate al turismo.  Infatti oltre alle visite turistiche, il progetto ha creato processi di formazione e di inserimento del mondo del lavoro. Al team della cooperativa fanno parte archeologi, restauratori e storici dell’arte, che si occupano dello studio, della supervisione e del restauro degli affreschi e dei mosaici presenti nelle Catacombe.

Oltre alla cooperativa “La Paranza” nel 2014 è nata la Fondazione di Comunità San Gennaro Onlus, che ha raccolto tutte quelle realtà che da anni operano sul territorio, con lo scopo di rinforzare quanto  già realizzato e contemporaneamente di promuovere nuovi progetti.  All’interno della Fondazione di Comunità San Gennaro,  si sono così riuniti gli operatori del terzo settore del Rione Sanità, innescando così quel cambiamento dal basso, che è origine di vere e proprie rivoluzioni sociali, perché trasforma la mentalità e la cultura di una comunità.

Simona Caruso