Il Pio Monte della Misericordia, nato con lo scopo di svolgere opere di carità e assistenza, ancora oggi, quasi con le stesse regole di quattro secoli fa, prosegue il suo cammino attraverso una Rete di Associazioni di cui fa parte La ScintillaGrazie ai volontari, educatori ed operatori proseguono a distanza le attività dedicate ai più fragili. A Pasqua un collegamento speciale per essere insieme anche da lontano. I ragazzi diventano videomakers (https://bit.ly/39HHC6O si spegne e continua a brillare La Scintilla, l’Associazione della Rete del Pio Monte della Misericordia che prosegue con grande impegno le attività sociali di sostegno verso i più bisognosi attraverso una serie di nuovi strumenti, che si sono resi necessari per rispettare le normative della grande emergenza sanitaria.

La Scintilla, che dal 2004 ha sede nello storico Palazzo di Via dei Tribunali, da trent’anni ha lo scopo di creare spazi ed occasioni di amicizia, crescita, formazione e percorsi di residenzialità autonoma per le persone con disabilitàintellettiva e psicomotoria sostenendo con impegno quotidiano, la loro concreta inclusione sociale e lavorativa. A causa dell’emergenza Covid-19 l’organizzazione ha dovuto rimodulare le attività di volontari, educatori ed operatori per prendersi cura a distanza dei suoi ospiti affetti da disabilità.

Anche a Pasqua non si interromperanno le attività: danza, teatro, musica, disegno, piccoli lavoretti e scrittura creativa. Tutti laboratori strutturati per creare delle piccole routine di appuntamenti quotidiani per i ragazzi. Fra i lavori manuali di questi giorni, la realizzazione di coniglietti segnaposto per la tavola da mostrare in un collegamento speciale per Pasqua a tutti i componenti de La Scintilla, per stare insieme anche se a distanza. Un’équipe di 16 educatori volontari per oltre trenta ragazzi giovani e meno giovani, sin dalla prima settimana di emergenza, è impegnata ogni giorno, per proseguire con nuove modalità le attività dell’Associazione ed evitare che si verifichino situazioni di intensa solitudine ed impotenza in quelle famiglie che si prendono ora cura dei ragazzi più gravi.

L’organizzazione del tempo è scandita da un calendario settimanale di attività con orari diversi che riempie le giornate dei ragazzi de La Scintilla nell’era del coronavirus: dai laboratori di scrittura creativa, coro e musica, adanceability, ginnastica e yoga, dalle attività di cucina egiardinaggio, a quelle di disegno e creatività manuale, fino a stimoli per mantenere la cura di sé e della propria stanza. Con l’aiuto degli educatori i ragazzi diventano videomakers e realizzano anche dei videoclip che condividono tramite whatsapp e facebook, ritrovandosi uniti anche se a distanza.

L’équipe degli operatori si incontra via zoom o skype alla mattina o alla sera per verificare le attività svolte e le difficoltà che ogni famiglia vive. Ai momenti di intrattenimento si affiancano nei casi particolari, comunicazioni personali per gestire disagi vari come aiutare i ragazzi a fare la doccia, a mangiare o a farsi la barba ecc.. E ancora, il programma dedicato ai ragazzi è affiancato ad un piano di incontri di supervisione educativa tra gli operatori per rivedere il lavoro, valutare i risultati e confrontarsi sulle fragilità e debolezze in un momento di difficoltà così fuori dal normale.

Queste alcune delle preziose iniziative messe in campo per aiutare a distanza i ragazzi e le famiglie de La Scintilla, laddove la forzata quarantena ha innanzitutto interrotto le loro routine quotidiana provocando vari stati di disagio relativi alla gestione delle loro giornate: difficoltà a svegliarsi e ad addormentarsi, difficoltà a prendersi cura di sé, difficoltà a seguire il tempo e a strutturare una sequenza di azioni quotidiane, noia, apatia, eccessivo bisogno di mangiare, ripresa e rafforzamento delle stereotipie per gli autistici, rafforzamento delle manie in ragazzi con doppia diagnosi (anche psichica e in adulti down). A queste generali difficoltà per alcuni ragazzi più gravi si era aggiunta l’impossibilità a spiegare quanto sta accadendo e a far accettare l’impossibilità di uscire, provocando gravi stati di ansia ed aggressività. Anche per le famiglie c’era il rischio, superati i primi giorni, di vivere una sensazione di solitudine e impotenza devastante soprattutto per coloro che vivono con i ragazzi più fragili.

Proseguire con le attività, seppur a distanza, diventa dunque fondamentale e significa non spezzare quel delicato filo che tesse relazioni di fiducia, rafforzando il lavoro che contribuisce a mantenere aperto il percorso di autonomia verso il “dopo di noi” anche in un momento così difficile”. Si legge nel comunicato ufficiale.

www.lascintillaonlus.org

www.piomontedellamisericordia.it