La scelta glocale di Liquid Art System da Capri a Londra ad Istanbul

Continua il successo alla Reggia di Caserta con la mostra di Demetz e Sannino 

Franco Senesi produttore della mostra “The Exhibition/Inner Outside” (fino al 21 maggio alla Reggia di Caserta) racconta le due nuove gallerie: inglese e turca

opera di sannino a caserta

E’ visitabile fino al 21 maggio la mostra “The Exhibition/Inner Outside” di Peter Demetz e Antonio Sannino, nella Sala Romanelli della Reggia di Caserta. A cura della galleria Liquid Art System di Franco Senesi, che risulta coerente con la sua missione, individuando e proponendo un modo ‘glocale’ di promuovere e commercializzare l’arte contemporanea, da Capri a Positano al mondo, scomponendo le proprie iniziative in quattro dipartimenti che offrono tipologie differenti di proposte artistiche, ponendosi l’obiettivo di creare un sistema internazionale di gallerie d’arte che operino congiuntamente allo stesso obiettivo, ma autonomamente all’interno dei propri contesti geografici ed economici di appartenenza. La mostra degli artisti Demetz e Sannino, curata da Marco Izzolino vede i due artisti insieme, perché rappresentano entrambi il risultato di una reinterpretazione in senso contemporaneo di tecniche artistiche di origine antica. Un dialogo tra gli enormi spazi della reggia, riccamente decorati, e le opere moderne, un connubio possibile grazie alla radice comune cui fanno riferimento sia l’impianto architettonico-decorativo del Palazzo sia le due installazioni contemporanee. Ne parliamo con Franco Senesi. Perchè la scelta della Reggia di Caserta? Perché l’attenzione che la nuova direzione della Reggia di Caserta sta rivolgendo all’arte contemporanea è molto interessante. E, data la nostra filosofia di approccio “glocale” all’arte contemporanea, ci sembrava che potessimo offrire col nostro lavoro alcuni spunti di riflessione sul tema. Credo che non sia giusto che gli spazi espositivi della Reggia si aprano genericamente al contemporaneo (ci sono i Musei di Arte Contemporanea per questo), ma che invece sia importante scegliere degli artisti e delle opere (come abbiamo cercato di fare con questa mostra di Peter Demetz e Antonio Sannino) che dialoghino con lo spazio architettonico della Reggia  che le accoglie. Come nasce la scelta di aprire altri spazi espositivi a Londra e Istanbul? Il progetto “Liquid” è stato concepito fin dall’origine per diventare un sistema di gallerie internazionali d’arte contemporanea che tragga energie ed idee dai diversi contesti culturali in cui si trovi ad operare, e che sia poi in grado di mettere queste in comunicazione, attraverso la relazione reciproca delle proprie sedi. Attraverso questa relazione, che ha come base lo scambio degli artisti, si incentiva la internazionalizzazione delle culture locali e l’affermazione (dovuta appunto al successo internazionale) degli artisti sui quali ogni sede locale ripone maggiore attenzione. Quali sono le sue idee circa la scelta degli artisti proposti a Capri? A Capri, ma in generale anche per le future gallerie all’estero, Liquid Art System è interessata alla ricerca e alla promozione di quegli artisti che hanno saputo innovare una tradizione artistica locale, facendone uno strumento capace di dialogare in modo contemporaneo con altri contesti (globali e internazionali). Ecco perché usiamo il termine “glocal” per definire le nostre scelte artistiche ed il nostro modo di operare sul mercato internazionale dell’arte. Infine, rispetto alle gallerie estere c’è differenza sul tipo di artisti? Non c’è differenza nell’approccio al lavoro tra la galleria di Capri e i nostri spazi fuori dall’Italia; quello che cambia è il contesto e dunque gli elementi tradizionali cui fanno riferimento gli artisti attivi a Londra o ad Istanbul, ma anche il gusto dei collezionisti di ciascun luogo. All’origine del processo di ricerca si attinge a fonti culturali differenti per ciascun luogo, ma il lavoro di innovazione che chiediamo agli artisti ha sempre una stessa logica: il dialogo con contesti differenti. Per fare solo un esempio, la serie dei ritratti su fondo dorato di Marco Grassi è nata quando abbiamo presentato il suo lavoro in fiera ad Istanbul nel 2013, nel tentativo di renderla più familiare al gusto locale (educato alla tradizione delle icone a fondo oro) la modalità astratta con cui l’artista dipinge i suoi ritratti astratti.