Risultati immagini per mostra thalassa mann

Dal 12 dicembre al 31 agosto 2020 al Museo Archeologico Nazionale di Napoli è allestita la mostra Thalassa, le meraviglie del mediterraneo“. Essa nasce da un’ idea del prof. Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale, scomparso tragicamente nella sciagura aerea del marzo 2019 in Etiopia. Curata da Paolo Giulierini, Salvatore Agizza, Luigi Fozzati e Valeria Li Vigni, raccoglie circa quattrocento reperti, proventi da prestigiose istituzioni italiane ed internazionali.
La mostra è strutturata in nove sezioni diverse:
Tesori sommersi; I primi passi dell’archeologia subacquea; Relitti; vita di bordo; Navigazione mito e sacro; Il mare, via dei commerci; il mare e le sue risorse; Bellezza e Otium e acque profonde
, che hanno come centro simbolico l’Atlante Farnese. Completa il percorso, nella stazione Neapolis del MANN, un approfondimento sul porto antico di Napoli.

L’obiettivo è quello di dimostrare l’interdisciplinarità dell’archeologia attraverso un itinerario alla scoperta delle meraviglie del Mediterraneo, sommerse ed emerse dallo stesso. Esaltandone la bellezza, il Mare Nostrum viene raccontato anche in relazione all’ambiente e al cambiamento climatico, ad oggi un tema estremamente attuale.
La messa in scena delle opere ha visto il valido contributo di: antropologi, sociologi, archeologi di terra e subacquei, storici e studiosi di ecologia. Senza dimenticare un utilizzo di apparecchiature tecnologiche innovative.

Il progetto ha visto la collaborazione tra: la Regione Sicilia, la Regione Campania, l’azienda Coelmo, Unicocampania, Città del gusto/Napoli Gambero rosso, la Snav, Villa San Michele, l’azienda Next Gesolutions, il MANN e l’Assessorato ai Beni Culturali; è stato promosso anche in rete con il Parco Archeologico di Pestum e il Parco Archeologico dei Campi Flegrei.

La mostra ha ottenuto il patrocino morale del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del territorio e del mare, del Comune di Napoli e dell’ Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, dell’ Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, dell’Università degli Studi di Salerno e dell’Università l’Orientale.

L’esposizione è stata realizzata anche in collaborazione con la Scuola Archeologica di Atene.