Durante la giornata che ha preceduto l’inizio del congresso Nazionale AIOM 2018, nell’ambito del consueto incontro tra Oncologi e Pazienti, in un momento dedicato a Cinema e comunicazione, una Giuria eterogenea (formata da figure quali registi, attori, clinici, infermieri, psicologi e pazienti), identificata dal Presidente AIOM e dal Presidente di Fondazione AIOM, ha premiato il miglior Cortometraggio italiano sul tema “Oncologia e Cinema“. La Sessione si è svolta in data 15 Novembre 2018 a Roma, presso l’Hotel Minerva (in Piazza della Minerva) 
 
Il corto animato Mamma Uovo. La malattia spiegata a mio figlio è un film d’animazione realizzato da Tech4Care http://www.tech4care.it/ ed ideato da Gabriella De Benedetta, Silvia D’Ovidio, Antonello Pinto – UOSC di Ematologia Oncologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori, Fondazione G. Pascale, IRCCS Napoli. Il corto fa parte del progetto La malattia spiegata a mio figlio, un progetto nato per aiutare tutti i genitori che affrontano una malattia ematologica o oncologica nell’arduo compito di comunicare ai propri figli cosa sta accadendo. Attraverso un libro illustrato ed un video animato si accompagnano i genitori che devono parlare ai bambini della malattia e della chemioterapia (con una particolare attenzione agli effetti collaterali). Entrambi questi strumenti sono di sostegno ai genitori attraverso le parole e le immagini, che si fondono in una favola pensata per bambini di ogni età.

Il video è stato realizzato dalla  start up Tech4Care (http://www.tech4care.it/)

Il progetto nasce nell’UOSC di Ematologia Oncologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli Fondazione G. Pascale ad opera delle due psico-oncologhe Dott.ssa Gabriella De Benedetta e Dott.ssa Silvia D’Ovidio e dal medico, ematologo, direttore dell’UOSC di Ematologia Dott.re Antonio Pinto.

Uno dei primi pensieri del genitore cui viene diagnosticata una malattia oncologica è proteggere i propri figli da una realtà che appare emotivamente ingestibile e troppo angosciante. Tale atteggiamento si scontra con l’impossibilità di nascondere veramente la malattia e le cure. Il genitore spesso si sente inadatto al compito di informare: percepisce la difficoltà del “come” e del “quanto” dire ai  figli rispetto ad una realtà – il cancro e le terapie – nella quale egli stesso è stato proiettato all’improvviso e che ha difficoltà a comprendere pienamente.

Come spiegare ciò che sta accadendo? Cosa dire della malattia? Come parlare della chemioterapia? Quali termini utilizzare? Come rispondere alle curiose domande dei piccoli? E’ proprio per rispondere a queste domande e per aiutare i genitori (ma anche nonni e zii) nel confrontarsi con i piccoli di casa che nasce il progetto “La malattia spiegata a mio figlio”,  che attraverso un libro illustrato ed un cartone animato accompagna i genitori che devono parlare ai bambini della malattia e della chemioterapia (con una particolare attenzione agli effetti collaterali). Entrambi questi strumenti possono rappresentare un  sostegno per i genitori, attraverso l’uso di parole e di immagini che si fondono in una favola pensata per bambini di ogni età.

Sul sito www.lamalattiaspiegataamiofiglio.com  è possibile trovare tutte le informazioni relative al progetto. Dal 19 giugno sarà inoltre disponibile e liberamente accessibile sul sito il cartone animato.

Antonello Pinto nasce a Napoli nel 1957. Medico, Ematologo ed Oncologo, dirige il Dipartimento Ematologico ed il reparto di Ematologia Oncologica dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli “G. Pascale”. La sua attività clinica e di ricerca è focalizzata alla diagnosi e terapia  delle neoplasie ematologiche.

Gabriella De Benedetta è una Psicologa, Psiconcologa, Psicoterapeuta napoletana.  E’ dirigente nell’UOSC di Ematologia Oncologia dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli. Ha lavorato nell’Oncologia Pediatrica della SUN di Napoli per molti anni. E’ didatta  I.Me.P.S. – Istituto di Medicina e Psicologia Sistemica. E’ segretario Nazionale della SIPO (Società Italiana di Psico-Oncologia) e Membro del Consiglio Direttivo Regionale della SIPO – Campania

Silvia D’Ovidio è una Psicologa, Psiconcologa, Psicoterapeuta casertana d’origine e napoletana d’adozione. Lavora presso l’UOSC di  Ematologia Oncologia dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli. E’ allieva didatta all’I.Me.P.S. – Istituto di Medicina e Psicologia Sistemica – e Membro del Consiglio Direttivo Regionale della SIPO – Campania (Società Italiana di Psico-Oncologia).

Sergio Staino nasce a Piancastagnaio, in provincia di Siena, nel 1940. Laureato in architettura è un fumettista,  disegnatore e regista italiano, una delle firme satiriche più importanti e popolari. A fumetti descrive un po’ se stesso e un po’ i turbamenti dei nostri tempi attraverso il personaggio di Bobo.

Tech4Care è una start up che opera come centro di ricerca e sviluppo(R&D), consulenza e formazione per innovare l’assistenza a persone fragili, non autosufficienti e con malattie croniche. La loro mission è quella di sviluppare, sperimentare e produrre nuove soluzioni tecnologiche per migliorare la salute e il benessere dei pazienti e delle loro famiglie. La loro attività comprende la progettazione e sperimentazione di nuovi prodotti, l’erogazione diretta di servizi di assistenza e monitoraggio, la consulenza e il supporto per la gestione di progetti innovativi, la formazione e l’educazione sanitaria verso famiglie, assistenti familiari e professionisti.

La Marotta&Cafiero è una casa editrice indipendente con sede a Scampia (Napoli) gestita totalmente da giovani del territorio under 30. È una casa editrice giovane, dinamica, alternativa, dedicata ad Antonio Landieri, vittima innocente di camorra, disabile di 25 anni ucciso per errore a Scampia il 6 novembre del 2004 durante un conflitto a fuoco tra clan. La Marotta&Cafiero nata nel 1959 è una storica casa editrice napoletana. Nel 2010 da Posillipo, due ragazzi di 20 anni Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo la trasferiscono a Scampia. La casa editrice viene letteralmente donata da Tommaso Marotta e Anna Cafiero ai due giovani di Scampia, creando così un ponte generazionale, un ponte tra la Napoli delle cartoline e la periferia.