L’ultima moda infamante fra i giovanissimi è l’inciucio via Instagram.

Il meccanismo è tanto semplice quanto letale, attivato attraverso le “stories” di Instagram.

Le “stories” permettono di pubblicare foto e video per la durata di 24 ore dopo le quali scompaiono definitivamente.

Una nuova possibilità di condivisione, travisata per infamare le vittime di turno.

Il fenomeno nato qualche mese fa, (contestualmente all’offerta del nuovo servizio), ha raggiunto velocemente proporzioni preoccupanti, tanto da far scattare le prime denunce.

Nei comuni di Marano di Napoli, Mugnano e altri paesi limitrofi dilaga il “terrore delle 24 ore”: studentesse postate in atteggiamenti equivoci o presunti tali, foto private rese pubbliche, naturalmente il tutto condito al peperoncino dalla cattiveria e della grettezza fino a fare del soggetto un mostro da additare, fino a mettere alla gogna ragazzine di 13/14 anni che una volta ESPOSTE, non hanno più nessuna possibilità di spegnere le micce  innescate, non hanno la possibilità di fermare i commenti che abbondano di ferocia e volgarità.

Purtroppo come in un circolo vizioso, al peggio non c’è mai fine e al danno se ne aggiungono ancora, infatti se per alcune ragazzine il dramma viene consumato nel silenzio della solitudine altre pensano di vendicarsi alzando il tiro, ricamando trame ancora più audaci, (spesso inventate), perdendo definitivamente il controllo e la possibilità di una via di uscita.

Ancora una storia di vergogna, un’offesa alla dignità, un’offesa e uno scoramento per chi combatte senza sosta per la violenza di genere.

 Apprenderla nella settimana CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE è  (semmai fosse possibile), ancora più dolorosa.

Lucia Montanaro