per i Pezzulli di Luciana Pennino: Poteri taumaturgici

Una boccetta tubolare, del liquido saponato, un’asticella con due cerchietti alla fine, uno più piccolo e uno più grande: si immerge l’asticella nel liquido, la si estrae, si soffia nei cerchietti, che nell’immersione si sono ricoperti del liquido, e… magicamente si libra nell’aria un’esplosione di gioia!

Una serie di morbide sfere, di varia grandezza e dai riflessi iridescenti, danzano senza meta fino, ahinoi, a scoppiare e svanir via. Con adeguato allenamento, si arriva alla perizia di gonfiare bolle sempre più grandi e persino una dentro l’altra o una attaccata alle altre, pur sapendo che dopo pochi istanti non ne avremo più nessuna immagine.

Diventano persino le star degli spettacoli di artisti che nelle piazze e per le strade ci dilettano presentandoci bolle giganti e strabilianti.

Le bolle di sapone sono tra i più richiesti e piacevoli giochi per bambini. Che beato trastullo elettrizzante, che ha incantato generazioni e generazioni di piccini e non diventa mai démodé! Il prezzo assai contenuto, poi, nel rapporto costi/benefici lo fa risultare un vero affare: un must per uno spassatempo garantito, semplice ed economico.  

E se non ho nemmeno voglia di recarmi in un negozio per l’acquisto, posso anche produrle a casa, in versione faccio da me. Basta un po’ di detersivo per i piatti e acqua del rubinetto o distillata, a cui aggiungo l’ingrediente vincente: la glicerina.

Ma attenti! Non alla glicerina, no. Attenti a concepire le bolle di sapone solo come “gioco per bambini”. È sminuirle! Se avete un approccio superficiale e approssimativo alla vita, potrete accontentarvi di una visione talmente incompleta e restrittiva.

In termini più acconci, fidatevi, parlerei di bolle di sapone come di destressante con prodigiosa influenza benefica per la psiche umana. Certo è un nome un po’ meno sintetico, ma rende il concetto.

Per pochi momenti, le rotondità fluide e impalpabili, che leggiadre riempiono i miei occhi di cangianti evanescenze, mi rapiscono la mente. È come se diventassi bolla pur’io, e planassi in una svagata estasi. Per la durata del suggestivo destressante, io mi sento di quella leggerezza che non è inconsistenza ma assenza di pesantezza – e un po’ mi ritorna Calvino nei pensieri.

Un’iperbole!, penserete? Che vuoi che sia!, mi ripeterete? Eppure, tirare il fiato, portare in avanti le labbra con il foro di sfiato, soffiar fuori l’aria lentamente e vedere volteggiare mille bolle luminescenti, effimere sì, ma di fronte alle quali non posso che sorridere di frivolezza, ebbene questo rito per me è una mano santa.  

Oramai ne serbo almeno una boccetta in casa, accorta a tenerla sempre piena, e come mi si presenta un assillo nel cervello o un masso sul cuore o un intrico nell’anima, scappo a prenderla, apro la finestra e inizio la terapia.

Sarà pure il mio ennesimo stravagante ghiribizzo, ma se sapeste quanto buon umore mi porta…

Accidempoli e che sproloquio… provate e ditemi!

Luciana Pennino

“Una bolla di sapone è la cosa più bella, e la più elegante, che ci sia in natura. Mi chiedo quanto dovrebbe costare una bolla di sapone se al mondo ne esistesse soltanto una.” (Mark Twain)

A proposito dell'autore

Il mondo e la gente mi incuriosiscono assai. Sono "leggera" nella scrittura e mi diverto nel fare ciò che mi appassiona. Penso che nulla sia più disarmante della gentilezza. Il mio esordio, nel 2017, è stato con "Primule fuori stagione" (Iuppiter Edizioni). Per Napoliflash24 pubblico settimanalmente i "Pezzulli" e curo le rubriche di interviste "La Bellezza salverà Napoli" e "Tips for Startuppers".

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