La storia di Napoli passa anche dai suoi palazzi. Non solo le residenze reali o le costruzioni istituzionali più famose e conosciute, ma i tanti edifici privati che dal ‘400 alla prima metà dell’ ‘800 hanno fatto da preziosa cornice alla vita di nobili famiglie della città. Nei diversi quartieri della capitale partenopea è possibile ammirare le decine di palazzi affacciati su importanti piazze, ma è passeggiando nel centro storico, che si ha la sorpresa più inaspettata: nei vicoli in cui a stento riescono a passare le automobili, si scorgono enormi                                                                              portali che introducono nelle corti o in giardini segreti (si pensi ai palazzi Carafa della Spina, di Majo, di Sangro o Filomarino ecc.).

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Questo è un ulteriore elemento oggettivo che testimonia la ricchezza e l’avanguardia di questa città nel periodo storico sopraccitato testimoniato in questo caso dall’urbanistica, e nella quale hanno lavorato il fior fiore degli architetti e ingegneri provenienti da tutta Italia. La maestosità di questi palazzi, con i suoi giganteschi portali in piperno è unica: altre città italiane vedi Milano Roma Firenze ecc.., per quanto ricche di edifici storici, non possono gareggiare con tali architetture.

Gerry Sarnelli