La Fontana del Nettuno che adorna l’ingresso di Palazzo San Giacomo, è anche un pezzo di storia di Napoli

a cura di Giorgio Manusakis

Spesso, presi dalla frenetica vita cittadina, passiamo davanti a capolavori di arte e architettura, di cui la nostra città fortunatamente abbonda, senza degnarli di uno sguardo. Ma questo non capita quando passiamo in piazza Municipio perché, per quanto indaffarati possiamo essere, lanceremo sempre uno sguardo alla splendida Fontana del Nettuno, e lo sgorgare delle sue acque dal tridente del dio del mare, catturerà immancabilmente la nostra attenzione, soprattutto se la vediamo brillare nel buio della sera.

La Fontana del Nettuno’ è una delle più belle fontane monumentali di Napoli, alla cui realizzazione hanno partecipato numerosi artisti famosi, e leggere della sua travagliata storia di spostamenti di cui vi narreremo, significherà fare un viaggio nella storia di Napoli. Commissionata dal viceré Enrique de Guzman alla fine del 1500, fu realizzata all’inizio del 1600; la direzione dei lavori fu affidata a Domenico Fontana, il Nettuno fu realizzato da Michelangelo Naccherino, mentre i mostri marini sono opera di Pietro Bernini, e alla realizzazione della fontana contribuì anche Angelo Landi. La prima collocazione della Fontana del Nettuno fu l’arsenale del porto, ma il luogo restò senza acqua e quindi la fontana fu spostata nel 1628, nell’attuale Piazza del Plebiscito (allora Largo di Palazzo), dove rimase fino al 1634 poi, dato che era d’intralcio alle feste di piazza, si decise di darle nuova collocazione in zona Santa Lucia; in tale occasione vennero aggiunte delle decorazioni opera di Cosimo Fanzago il quale, per volere del viceré duca di Medina, che nel 1638 fece trasferire la fontana nell’attuale via Medina (allora via delle Corregge), curò, insieme ai figli Carlo e Ascienzo, anche il restauro e arricchì la fontana di altre decorazioni e di otto leoni, mentre Domenico Vannelli realizzò i delfini e i cavalli marini, e Andrea Iodice le armi e i putti. Lo stesso Iodice, con Francesco Castellano, si occupò del restauro della fontana dopo che la stessa fu molto danneggiata durante la rivoluzione di Masaniello del 1647. Nel 1672 il viceré Pedro Antonio d’Aragona, al termine del suo mandato, mutilò la fontana asportandone putti e gradini di marmo (oltre ad alcune statue e ornamenti di altre fontane). Anche in questo caso la fontana fu in parte restaurata (nel 1675) e di nuovo spostata in via del Molo, nei pressi di via Medina. Ulteriori restauri furono eseguiti da Gennaro Ruggiano nel 1709 e da Giuseppe De Stefano nel 1753. Nel 1886, dato che i lavori previsti dal ‘Risanamento’ prevedevano il rifacimento di via Medina, la Fontana del Nettuno fu depositata nelle grotte di Pizzofalcone (l’attuale via Domenico Morelli), fino a quando, nel 1898, il Comune la riportò alla luce collocandola in piazza della Borsa (attuale piazza Bovio). Ulteriori restauri furono eseguiti da Raffaele Belliazzi nel 1904 e da Francesco Parente nel 1929, mentre le imprese Marino e Milione se ne occuparono nel 1938. Recentemente, a causa dei lavori per la linea 1 della metropolitana di Napoli, la fontana tornò nuovamente in via Medina, dove rimase fino al 2015, quando, dopo l’ultimo restauro, è stata collocata in piazza Municipio nel giardino antistante Palazzo San Giacomo. La fontana è composta da una grande vasca circolare e una balaustra interrotta da quattro rampe di scale disposte diametralmente e ornate da viticci a traforo, ai lati delle scale si trovano le statue di due leoni che sorreggono gli stemmi del duca di Medina e di sua moglie Anna Carafa, dalla bocca dei leoni sgorga l’acqua destinata alle vasche sottostanti. Nella vasca centrale l’acqua è versata da due mostri marini e ai bordi della stessa sono posti i quattro delfini con i tritoni, opera di Pietro Bernini. Centro dell’opera, la grande statua del dio del mare Nettuno, posto sopra uno scoglio su cui, una coppia di satiri e una di ninfe, sorreggono la coppa da cui il dio emerge con il suo tridente.