Dopo 162 giorni di chiusura, dal 23 dicembre del 2019 per un violento temporale abbattutosi sulla città, che aveva reso necessaria l’inibizione al pubblico per ragioni di sicurezza, riapre il parco Villa Floridiana.

L’apertura sarà parziale e solo dall‘ingresso di via Aniello Falcone, da dove si potrà accedere al viale che conduce al museo, al prato centrale e al Belvedere.

Al momento non è stato comunicato se sarà possibile accedere al Museo Duca di Martina, chiuso anch’esso per l’emergenza covid 19. La struttura museale conserva una delle maggiori collezioni italiane di arti decorative.
Comprende oltre seimila opere di manifattura occidentale ed orientale,
databili dal XII al XIX secolo, il cui nucleo più cospicuo è
costituito dalle ceramiche. La raccolta, che dà il nome al Museo, è
stata costituita nella seconda metà dell’Ottocento, da Placido De
Sangro, Duca di Martina, e donata nel 1911 alla città di Napoli dai suoi
eredi. La villa nasce però per volere di Ferdinando di Borbone che, nel 1927,
acquistò un appezzamento per destinarlo a residenza estiva della moglia morganatica Lucia Migliaccio di Partanna, Duchessa di Floridia, sposata
in Sicilia nel 1814 tre mesi dopo la morte della regina Maria Carolina.
Dopo l’acquisto, l’architetto Niccolini riadattò in stile neoclassico
la preesistente palazzina, e fece ampliare ed arricchire i giardini con
oltre 150 specie vegetali, sotto la supervisione di Friedrich Dehnhardt,
all’epoca direttore dell’Orto Botanico di Napoli. In onore della moglie,
la villa fu chiamata Villa Floridiana.