Ieri in regione si è tenuto l’incontro tra il governatore Vincenzo De Luca, la Task Force della Campania dedicata alla ripresa delle attività nel settore della ristorazione e i rappresentanti delle diverse categorie del settore: Massimo Di Porzio, presidente provinciale Fipe; Gino Sorbillo per i pizzaioli; Marco Infante per i pasticcieri e Gennaro Esposito per i ristoratori.
Fipe Confcommercio, assieme a Confesercenti, Confapi ed altri hanno presentato il protocollo Fipe Nazionale, redatto da esperti della Fipe e da un immunologo dello Spallanzani di Roma; lo chef stellato Gennaro Esposito ha presentato un altro protocollo, quello elaborato da Brother in Food; Aicast un altro; l’ordine dei tecnologi alimentari di Campania e Lazio un altro ancora. Starà alla regione studiarli tutti per pervenire ad un’unica regolamentazione condivisa.

A lasciare perplesso Massimo Di Porzio, tuttavia, è stato il protocollo elaborato da Gennaro Esposito, che non sarebbe realisticamente applicabile dalle piccole realtà del settore. Così il presidente provinciale Fipe, in una nota inviata oggi alla Task Force Covid 19: “data per scontata la stima e il rispetto per le eccellenze del territorio campano, esprimiamo il totale dissenso dal piano e dal prospetto di protocollo presentato dallo chef Gennaro Esposito e dal suo gruppo, in quanto in assoluta controtendenza rispetto alla necessità di semplificazione che da più parti si è evidenziata. Noi rappresentiamo tante piccole realtà che non riuscirebbero mai ad adeguarsi alle prescrizioni di quel documento, quindi ci dissociamo e lo contestiamo in toto, di concerto con le altre associazioni che vi scriveranno in queste ore.
In particolare, nel protocollo da lui appoggiato, Di Porzio promuove il distanziamento di un metro e l’uso di mascherine laddove non sia possibile, come nel caso di chef o pizzaioli; il protocollo di Brother in Food, a questo proposito al contrario, prevede l’obbligo di distanziamento anche del personale, con l’attuazione di turnazioni ed adeguate distribuzioni degli spazi. Fipe Confcommercio, inoltre, difende la possibilità di accomodarsi allo stesso tavolo per le persone che entrano insieme, laddove il protocollo di Gennaro Esposito suggerisce invece che “al momento della prenotazione sarà richiesto al cliente l’invio di Autocertificazione (ai sensi della disciplina privacy vigente pag.16) relativa all’appartenenza allo stesso nucleo familiare o meno, al fine di organizzare i tavoli“. Di Porzio suggerisce, ancora, il controllo delle temperature del personale addetto all’ingresso e l’elaborazione di procedure per il trattamento di eventuali casi sintomatici; l’uso dei guanti dove necessario, soprattutto per le consegne a domicilio o in fase di ricezione della merce, ma non per il personale in cucina, che deve anzi sanificare quanto più spesso possibile le mani; l’attività di disinfezione giornaliera a cura dell’azienda e la gestione degli approvvigionamenti tale da evitare l’assembramento dei fornitori alla stessa ora.

Si tratta, secondo il presidente Fipe, di un piano equilibrato e alla portata di tutti, che eviterebbe eventuali burocratizzazioni e difficoltà da parte delle medie e piccole aziende di ristorazione che, assieme a tutte le altre, rappresentano quasi il 50% del PIL della regione.