Per i Pezzulli di Luciana Pennino: Dipende sempre da come ce la raccontiamo

In fila alla cassa del supermercato, non posso fare a meno di sbirciare nei carrelli degli altri. Seduta ad aspettare l’arrivo della metro, butto l’occhio sul cellulare di chi mi sta accanto, intento a scrivere un messaggio, e poi, in carrozza, cerco di vedere la copertina del libro che sta leggendo il mio vicino. Se per strada noto delle finestre aperte, attraverso cui posso scoprire una casa, io ci guardo, e ben bene. Se una coppia di amiche sta chiacchierando, lo so, è brutto ammetterlo, eppure io mi distraggo da quello che sto facendo e affino l’udito per captare. Un capannello di gente? Mi avvicino, ovviamente, ma per non fare la figura di quella che vuole sapere a tutti i costi, aspetto che sia qualche altro passante a chiedere, avendo cura però di piazzarmi a fianco di chi dà la risposta, per soddisfare al meglio la mia voglia.

Ma questa è una storia che ha radici profonde: sin da piccola, in coda davanti al bancone del salumiere, per esempio, spedita da mia madre a comprare il pane, mi applicavo alle discussioni degli adulti, facendo passare avanti la gente perché ero completamente rapita e soprattutto non mi potevo perdere la fine di una storia, per poi, tornata a casa, riportare tutto in famiglia. Mi chiamavano il gazzettino: aggiornavo sugli eventi esterni.

Insomma sono una donna attenta e interessata, a volte forse eccessivamente, si potrebbe pensare; in napoletano mi si definirebbe, probabilmente, traseticcia, ovvero “persona che abitualmente si intromette nelle faccende altrui riuscendoci con estrema facilità”. Ma io, per la verità, non è che proprio mi intrometto: osservo, ascolto, seguo, però mantengo le distanze. È più corretto? È peggio? Fatto sta che è più forte di me. Io lo vivo come un modo per conoscere più a fondo l’umanità che mi circonda. Attraverso le scelte della spesa, per esempio, capisco moltissimo di un altro. Scoprendo cosa legge, pure, oppure in che tipo di casa vive, o come racconta i fatti…

Cosa? Un altro modo per definire una persona troppo curiosa come me è “ficcanaso e impicciona”?! Beh, se così è, non ne esco proprio bene!

E se invece propongo la versione che io viaggio nel quotidiano e che la curiosità, si sa, è l’essenza del viaggiatore? Secondo me, in questa maniera ci faccio una gran bella figura!

Luciana Pennino

Non è l’affievolirsi della vista, dell’udito, della memoria, della libido che segna l’avvento della vecchiaia e annunzia la prossima fine; ma è, dall’oggi al domani, la caduta della curiosità. (Gesualdo Bufalino)