per i Pezzulli di Luciana Pennino: Una vox media

La creanza mi suona bene… La radice di questa parola rimanda alla creazione e già questo me la fa piacere: che si tratti di un parto del corpo o della mente, ciò che vien fuori da un atto creativo è pur sempre una nascita, una nuova vita che si fa spazio nel mondo.

La creanza l’ho sempre associata al mio dialetto, il napoletano, nelle espressioni ‘a bbona crianza, oppure, al contrario, ‘a mala crianza; invece è un termine italianissimo, debitamente riportato dalla Treccani.

La creanza appartiene a quella categoria che i latini definiscono vox media, ovvero i vocaboli che non hanno in sé un’accezione positiva o negativa – sono, per così dire, neutri – e il loro senso si comprende solo in base all’aggettivo che li accompagna. Infatti, come ho detto per il napoletano, c’è la buona creanza, ossia la buona educazione, le buone maniere, oppure, all’opposto, la mala creanza, praticamente la maleducazione. Anche se, a esser sinceri, in napoletano spesso è sufficiente dire crianza per intendere quella buona: “E che maronna, è pure questione ‘e crianza!”; “Putesse pure rispondere, anche solo pe’ crianza!”.

E poi c’è il boccone della creanza, che a Napoli chiamiamo, per l’esattezza, ‘o muorzo d’ ’a crianza. Ecco, questo, a mio avviso, è un modo di dire dal sapore antico, quando uno dei primi moniti era che nel piatto non andava lasciato nulla, perché nulla di quanto apparteneva a una cosa importante come il cibo, poteva esser sprecato. E allora, se ci provavamo, di sicuro di lì a un attimo arrivava la voce dei nonni o dei genitori “Che fai? Lasci il morso della creanza? Mangia, mangia!”.

Poi, ancora, c’è l’imparata di creanza:qui il vernacolo impera perché noi, in luogo del verbo insegnare, usiamo imparare; quindi, l’imparata di creanza altro non è che l’insegnamento delle buone maniere, di solito impartito in modo energico, senza andar troppo per il sottile. Spesso, questa imparata, si rende necessaria perché lo screanzato o la screanzata di turno si è pigliato confidenza, e infatti si dice: ‘A conferenza è ‘a mamma d’ ’a mala creanza.

E insomma, mi andava di dar voce a questa voce che purtroppo, nella sua versione positiva, indica un fare assai in disuso, a favore di quella negativa, che indica un fare assai diffuso.

Non è che per ribaltare i termini della questione ci sarebbe bisogno di qualche imparata di creanza in più…?

Luciana Pennino

“È dovere di ogni uomo creanzato insegnare la creanza a chi non la sa.” (Arturo Graf)

A proposito dell'autore

Luciana Pennino

Il mondo e la gente mi incuriosiscono assai. Sono "leggera" nella scrittura e mi diverto nel fare ciò che mi appassiona. Penso che nulla sia più disarmante della gentilezza. Il mio esordio, nel 2017, è stato con "Primule fuori stagione" (Iuppiter Edizioni). Per Napoliflash24 pubblico settimanalmente i "Pezzulli" e curo le rubriche di interviste "La Bellezza salverà Napoli" e "Tips for Startuppers".

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