Sabato scorso era stato pubblicato l’appello di Gianni Simioli, noto showman napoletano, fratello di Loredana deceduta la scorsa settimana di cancro, e seguita nel Reparto di Terapia del Dolore del nosocomio napoletano. “Lory è una promessa: sarà battaglia” – queste le parole di Gianni a seguito delle notizie trapelate sull’imminente chiusura del reparto che, come tutti possono immaginare, rende meno doloroso e più dignitoso il percorso di tanti malati terminali e dei loro congiunti. L’azienda ospedaliera Cardarelli aveva subito risposto con una nota: “In merito alle notizie circolate in questi giorni relative ad una presunta chiusura del reparto di Terapia del Dolore, la direzione strategica del Cardarelli rende noto che si tratta di voci infondate ed evidentemente fatte circolare in maniera strumentale per alimentare un sentimento di dissenso nei pazienti. Il reparto in questione non è stato in alcun modo al centro di discussioni o nuove programmazioni, pertanto tutte le decisioni assunte dalla passata direzione generale restano al momento valide. Decisioni, è bene ricordarlo, che furono accolte con soddisfazione da tutti i soggetti e le Associazioni che sostengono l’attività svolta nel reparto.”

Oggi ci perviene una segnalazione dall’Associazione “Il Nodo“, presente nell’ospedale napoletano da diversi anni, in cui mette in evidenza che, nonostante le buone intenzioni della dirigenza ospedaliera, la chiusura sarà conseguenza inevitabile, se non si provvede in tempi brevi a ripianare le esigenze d’organico, per garantire le attività del reparto. Ecco di seguito il comunicato stampa inviato dalla vicepresidente de “Il Nodo” Cristiana Barone:

L’Associazione “Il Nodo”, in merito alla nota dell’Ospedale Cardarelli pubblicata in data 30 giugno 2019 fa presente quanto segue:
• Che in data 1° aprile 2019 è stato chiesto un incontro tramite PEC con la
Direzione Generale del Cardarelli, sulla scorta di numerose segnalazioni
pervenute in Associazione da parte di utenti;
• Che in seguito è stato ottenuto un incontro informale con la Direzione Sanitaria del Cardarelli, cui è stato fatto presente che da una pianta organica provvisoria del reparto di cinque medici si era arrivati alla presenza di due soli medici, con impossibilità anche ad organizzare turni e ferie in modo adeguato. Sempre informalmente, ci veniva comunicata l’impossibilità, date le carenze di personale dell’Azienda, di ripristinare la pianta organica del reparto e che per questo motivo si stava valutando la chiusura del reparto, essendo anche a loro ben note le difficoltà operative in oggetto;
• Che non fornire personale medico ed infermieristico ad un reparto ci ha spinti a parlare di “eutanasia” del reparto, pur in mancanza di un atto formale di chiusura;
• Che il Nodo accoglie con assoluto favore la dichiarazione che non si vuole
procedere alla chiusura, resta in attesa di un incontro con la Direzione Generale e si augura che a tali dichiarazioni seguano, nell’immediato, azioni utili a garantire il pieno funzionamento dell’assistenza, ritrovando una piena collaborazione tra associazione di utenti e direzione aziendale.

Dr. Vincenzo Andreoli.

La palla ora passa alla direzione del “Cardarelli”, che siamo certi e fiduciosi, metterà in atto tutti i provvedimenti necessari affinchè si scongiuri “l’eutanasia” dell’indispensabile presidio terapeutico.