Continua la programmazione teatrale dello ZTN di Napoli con la compagnia ARCHIVIO FUTURO che ha presentato il 6 e 7 febbraio Come la cenere”, diretto da Peppe Carosella, interpretato dallo stesso Carosella e Aurelio De Matteis.

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È la storia di due uomini innamorati della stessa donna, uno scrittore ed un giornalista.  Il personaggio femminile non compare mai in scena e la storia è ambientata su una remota isoletta svedese dove vive in perfetto isolamento uno scrittore svedese di successo, vincitore di premio Nobel. La commedia ha una trama piena di colpi di scena e nella migliore tradizione teatrale sembra seguire le unità della tragedia classica, quella di luogo – svolgersi cioè in un posto unico, nel quale i personaggi agiscono o raccontano le vicende accadute. In questo caso lo studio dello scrittore protagonista. Unità  di tempo – cioè che l’azione si svolge in un’unica giornata dall’alba al tramonto, per la fine della giornata infatti, i due uomini raggiungono il termine del loro cammino e la storia arriva al suo finale. Unità di azione – il dramma comprende un’unica azione, con l’esclusione quindi di trame secondarie o successivi sviluppi della stessa vicenda. Questo è fondamentalmente ciò che accade, a dispetto dei colpi di scena. Esiste un unico fine conduttore  dell’opera: due uomini che amano la stessa donna, e la vicenda viene a concludersi non lasciando niente di incompiuto o niente in sospeso.  Ma la struttura è l’unica cosa tradizionale di quest’opera, altrimenti profondamente originale.

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La figura femminile, pur non essendo presente fisicamente, non è solamente il ‘deux ex machina’ ma il motore primo e profondo delle esistenze dei due protagonisti, è colei che determina la crescita emotiva e morale dei due personaggi. Il testo offre infiniti spunti di interpretazione ed altrettante prospettive a cominciare da quelle dei due interpreti, che sono molto diversi tra loro e quasi complementari, ma che cambiano le loro posizioni mano a mano che la trama si sviluppa e vengono a conoscenza di fatti nuovi, cambiando la loro percezione e prospettiva, inizialmente, maschilmente bloccati in un solo aspetto del proprio carattere.  La donna sembra essere capace di mostrare diverse sfaccettature ed essere capace di amare in maniera diversa a seconda della persona con cui si trova.

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È  una riflessione intelligente sull’amore basata su i principi estetici e morali dei due uomini che usa la musica e la letteratura come chiave interpretativa dell’amore ribadendone  la sua natura doppia, quella  carnale e spirituale, quella dell’egoismo più assoluto, e  quella dell’amore incondizionato è disinteressato, ma che alla fine porta i due protagonisti alla conclusione, ovvia fin dall’inizio,  che un amore basato sulla percezione fisica e’ un amore limitato, che l’involucro esterno non conta, che l’amore è in realtà indipendente da tutte le contingenze esterne. Il testo è ironico e delicato, divertente ed originale, anticonformista e stimolante, di un’ intelligenza sottile, che si diletta nella sua capacità di sorprendere e di superare gli stereotipi, ed a cui non si può rimanere indifferenti. Le interpretazioni dei due protagonisti non sono da meno. Fortemente consigliato per passare due ore con qualcosa di insolito che ci diverte e ci fa riflettere.

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Simona Caruso

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