La Canzone Napoletana negli ultimi trent’anni del Novecento

Con Renato Carosone la musica napoletana si arricchisce di nuovi ritmi e nuovi strumenti.
L’introduzione del jazz in Italia favorisce la nascita di nuovi gruppi e nuovi stili musicali che rispondono alle mutate esigenze del tempo.

Negli anni settanta, accanto alla rilettura del repertorio classico, con la pubblicazione di vere e proprie Antologie Musicali, che assicurano la continuità delle Canzoni Napoletane Tradizionali nel mondo, vengono anche ripresi e attualizzati i temi della Sceneggiata che ha in Mario Merola il principale interprete.

mario-merola
Ma soprattutto il fermento musicale dell’epoca è avvertito da nuovi cantanti come Eduardo De Crescenzo, Tullio De PiscopoTony Esposito, Alan Sorrenti,

Alan Sorrenti,

Enzo Gragnaniello, Edoardo Bennato e il grande Pino Daniele (dei quali tratteremo più dettagliatamente in seguito), che daranno una nuova impronta alla musica partenopea, e da gruppi che si vanno affermando in questo periodo, come gli Osanna, che percorrono la strada dell’opera rock,

OSANNA

e i Napoli Centrale che con il jazzista James Senese attuano una interessante fusione di generi.

Con gli Anni Ottanta, la Sceneggiata, che Merola era riuscito a far rivivere e che Nino D’Angelo aveva ancora tenuta in piedi per un certo periodo, viene sostituita dal genere neomelodico, che ancora oggi ha un discreto successo in tutto il Meridione, soprattutto a Napoli e Palermo, e tra gli italiani all’estero.
Nino D’Angelo, considerato l’inventore della Musica Neomelodica, fu in questi anni il cantante più popolare; vendette milioni di dischi in tutto il modo e si esibì sui palcoscenici più prestigiosi, come l’Olympia di Parigi, il Madison Square Garden e lo stadio inglese di Wembley.

Nino D'Angelo
Negli Anni Novanta, Nino D’Angelo, dopo la morte dei genitori, attraversò un periodo di forte depressione e si risollevò con un ritorno al neo-etnico, fondendo insieme jazz e musica etnica.
In questi anni si affermarono nuovi gruppi, come Almanegretta, 99 Posse, 24 Grana , che si differenziavano dai neomelodici per i testi a contenuto politico.
Renzo Arbore con l’Orchestra Italiana riproposero, con gran successo, il repertorio napoletano classico, adattandolo in chiave moderna e continuando così l’opera di diffusione della musica napoletana in tutto il mondo.
Nel 1992 Enzo Gragnaniello, con Roberto Murolo e Mia Martini portò al successo il brano Cu’mme“.
Nel primo decennio del 2000 continua il successo del genere musicale creato da Nino D’Angelo negli anni ’70 – ’80.
Si formarono poi nuovi neomelodici, conosciuti però solo a livello locale e poco apprezzati dalla critica ufficiale.

Enzo Gragnaniello2
A livello nazionale, la musica neomelodica è rappresentata, fino dagli anni ’90, da Gigi D’Alessio.
Per quanto riguarda il repertorio classico, la sua rilevanza sul piano internazionale è mantenuta viva dai grandi tenori Pavarotti, Carreras, Domingo, Bocelli che continuarono a portare in giro per il mondo le canzoni napoletane classiche.
Importante è poi la funzione innovatrice svolta da alcuni artisti con canzoni originali ben lontane da quello che la critica definì “basso stile neomelodico“, come Sal Da Vinci e la Nuova Compagnia di Canto Popolare.

Fernanda Zuppini