La Canzone Napoletana della seconda metà del Novecento

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La Canzone Napoletana Classica, che si colloca tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, costituisce una pietra miliare nella Storia della Canzone Italiana ed è diventata, nel corso degli anni, il simbolo dell’Italia musicale nel mondo. Numerosi interpreti di fama internazionale hanno contribuito alla diffusione e alla conoscenza del repertorio napoletano classico , da Enrico Caruso agli altri grandi della lirica come Tito Schipa, Beniamino Gigli, Giuseppe Di Stefano, Mario Del Monaco, Luciano Pavarotti, José Carreras, Placido Domingo, Andrea Bocelli, ai quali dobbiamo aggiungere i grandi cantanti napoletani che hanno fatto conoscere e codificato queste canzoni in vere e proprie Antologie, come Roberto Murolo, Fausto Cigliano, Giacomo Rondinella, Massimo Ranieri, senza dimenticare la grande opera di divulgazione di Renzo Arbore e della sua orchestra.

ranieri
Nel secondo dopo guerra, con la diffusione del Jazz in Italia, si afferma e domina la scena musicale Renato Carosone, che mescola ai ritmi della tradizione napoletana le melodie e gli strumenti del jazz, dando origine a un differente stile che segna l’inizio di una nuova fase nel panorama musicale partenopeo che si evolverà con gli anni settanta.

renato carosone
Il fermento musicale di questo periodo vedrà nascere nuovi autori che, sebbene con musicalità diverse, daranno un’impronta completamente originale alla canzone napoletana , come Edoardo De Crescenzo, Alan Sorrenti, Enzo Gragnaniello e , soprattutto,
PINO DANIELE che, nel 1977, scrisse alcune delle più notevoli canzoni napoletane dell’ultimo quarto del secolo, come NAPULE È, TERRA MIA, JE SÒ PAZZO, ‘NA TAZZULELLA ‘E CAFÈ .

PINO DANIELE

Fernanda Zuppini