È un geniale musicista, noto soprattutto come percussionista,
la cui musica si ispira a sonorità provenienti da ogni parte del mondo,
unite a ritmi tribali e melodie tipiche della musica napoletana.
Originale inventore di strumenti musicali a percussione, come il
Tomborder“, contribuì a coniare, insieme a Tullio De Piscopo,
James Senese, Joe Amoruso, Rino Zurzolo e Fabio Forte il termine BLUES NAPOLITANO, che ha nell’album di Pino Daniele Vaio Mo’ del 1981 uno dei punti di massima espressione artistica.

Tony Esposito
Questo gruppo di musicisti , insieme a molti altri dell’hinterland
partenopeo ( tra i quali Ernesto Vitolo, Gigi de Rienzo, Robert Fix,
Mark Harris ) saranno considerati per molti anni i capostipiti e i punti di riferimento della cosidetta Napoli Power, il nuovo Sound blues – rock metropolitano in cui si fondono funky-jazz e world-etnica.
Nato a Napoli nel 1950, Tony Esposito iniziò la sua attività artistica
nel 1972 collaborando con i più grandi musicisti italiani, prima di dedicarsi all’attività discografica in proprio .
Durante gli anni settanta contribuì, con il suo stile particolare, al
“sound ritmico” di diversi artisti quali Pino Daniele, Edoardo Bennato, Eugenio Bennato, Alan Sorrenti, Juan Lorenzo, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Gino Paoli, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini.

Sempre negli anni settanta e anche in seguito, Tony Esposito collaborò anche con vari musicisti internazionali tra i quali Don Cherry, Don Moye,
Paul Buckmaster, Gato Barbieri, Brian Auger, Gilberto Gil, Eumir Deodato, Eddie Blackwell, Billy Cobhan , Moncada, Gema Quatro,
Seydou Kienou, Nanà Vasconcelos e molti altri.

Nel 1975 iniziò la sua carriera da solista con l’etichetta discografica
Numero Uno e Rosso Napoletano, che fu il suo primo LP.
L’anno seguente uscì il secondo LP Processione sul Mare.
Nel 1977 pubblicò il terzo album Gente Distratta.
Nello stesso anno gli fu assegnato il “Premio Critica Italiana della Musica “.
Nel 1978, con l’etichetta Philips, uscì il suo quarto LP, La Banda del Sole.
Con il successo di questo lavoro discografico conquistò la sua partecipazione al “Montreux Jazz Festival con il jazz-rock group Italiano Perigeo.
Nel 1980 fu nuovamente ospite al Festival Jazz di Montreux con la sua formazione “Tony Esposito Group”.
Nel 1982 compose la sigla del programma di Rai Uno “Domenica in”,
dal titolo “Pagaia”, inserita poi nell’album Tamburo con l’etichetta discografica Bubble.

Da questo momento termina il suo periodo sperimentale e ha inizio la composizione di musica più commerciale, con un vero e proprio boom discografico.
Nel 1984 vinse Un Disco per l’Estate con Kalimba de Luna (brano in cui sperimentò il “tamborder” lo strumento di sua creazione) , inserita nell’album Il Grande Esploratore (etichetta Bubble), che vendette
200.000 copie in Italia.
Nel 1985, vinse nuovamente il Disco per l’Estate con As tu As, contenuta nell’album Tony Esposito (sempre con l’etichetta Bubble).
Nel 1985 ricevette il “Premio Critica Discografica” con Kalimba de Luna, per gli oltre 5 milioni di copie vendute nel mondo e il prestigioso Disco D’Oro in Venezuela/Benelux.
Molto importante fu per Tony Esposito la collaborazione , negli anni ’80,
con il coautore e cantante Gianluigi Di Franco (suo amico fraterno) che morì prematuramente nel 2005.
Di Franco, medico, psichiatra e musicoterapeuta, fu una delle voci più interessanti della musica italiana contemporanea, creatore di un modo particolare di interpretare il canto.
Grazie all’ ugola raffinata e sensuale di questo eccezionale cantante
in brani come Kalimba de Luna, As tu As e Sinuè, Tony Esposito
diede la scalata alle classifiche di tutta Europa.
Tony Esposito partecipò anche a tre edizioni del Festival di Sanremo ,
nel 1987 con Sinuè, nel 1990 insieme a Eugenio Bennato con
Novecento aufwiedersehen e nel 1993 insieme ai Ladri di Biciclette
con Cambiamo Musica, sempre ottenendo un buon riscontro discografico-commerciale.
Nel 1989 vinse il Nastro d’Argento per la colonna sonora di un film della Wertmuller.
Nel 1990 compose la sigla televisiva per Serata Mondiale, programma sui Mondiali di Calcio e nel 1992 la sigla delle Colombiadi.

Nel 1996 fece la colonna sonora per un film di Pino Quartulli.
Nel 1997 fu l’unico italiano invitato al Festival della Gioventù de L’Avana e, nello stesso anno, ancora l’unico italiano a esibirsi al Rock in Rio di Rio de Janeiro , dove l’anno successivo fu ospite nella serata finale del famoso Carnevale.
Dopo una lunga serie di concerti dal vivo nei paesi del Mediterraneo, nel 2003 pubblicò il CD Viaggio Tribale.
Dopo un lungo girovagare , ritrovò finalmente, nelle collaborazioni con Franco Battiato, Edoardo Bennato, con il jazzista Wayne Dickery, con i Gregg Brown nelle melodie old-afro e con il chitarrista John Tropea.
“quel sound inconfondibile che ha creato negli anni il fenomeno del biondo partenopeo King Of Percussion, come è stato giustamente definito.

Fernanda Zuppini