Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha ufficializzato una notizia che filtrava da giorni: da domenica 6 dicembre la Campania sarà zona arancione – l’ordinanza coinvolge anche Toscana, Valle D’Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano. A far propendere per l’inserimento della nostra regione nella fascia di media criticità, un indice di contagio Covid-19 stimato attorno allo 0.74, dunque ben al di sotto dell’1 stabilito come soglia da non oltrepassare; in tutti i casi sono 21 i parametri che il ministero ha valutato per il cambio di zona. Intanto ieri sono stati registrati 1651 nuovi contagi su 18.733 tamponi, mentre i guariti sono 2284.

Se continuerà a vigere il coprifuoco, dalla ore 22 al 5 del giorno dopo, salvo motivi di lavoro o esigenze comprovate, la prima conseguenza più palpabile del provvedimento varato dal dicastero cui fa capo Speranza è la riapertura immediata di tutti negozi che finora hanno dovuto osservare obbligo di chiusura: abbigliamento, calzature e gioiellerie in primis. Nulla da fare invece per bar e ristoranti, che non potranno accogliere clienti al proprio interno, ma solo effettuare servizio d’asporto fino alle 22, oltre alla consegna a domicilio senza alcun limite d’orario. Entrate serrate pure per musei, mostre, piscine, palestre, teatri e cinema.

Resta l’assoluto divieto di spostamento in entrata e in uscita da una Regione all’altra e da un Comune all’altro, salvo necessità lavorative, di studio, e salute. Sussiste invece la possibilità di muoversi all’interno del proprio Comune senza autocertificazione; tuttavia è altamente raccomandato evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata. Tali misure meritano particolare attenzione anche in virtù delle feste natalizie, prossime all’arrivo. Proprio ieri, nella consueta diretta facebook del venerdì, il governatore De Luca ha proferito un diktat chiaro: “sarà vietato in Campania raggiungere le seconde case“.

Sul fronte scuola, la dad è prevista solo per le scuole superiori; le università resteranno chiuse. È previsto quindi il ritorno alla didattica in presenza per scuole dell’infanzia, scuole elementari e scuole medie. Ma come più volte dimostrato negli ultimi mesi, la Campania fa testo a sé, con Palazzo Santa Lucia molto restio, anche in tempi non sospetti, a dare il via libera agli studenti per fare ritorno tra i banchi. Dunque stabilito il quadro normativo di riferimento (quello dell’ordinanza di Speranza) è bene attendere la presa di posizione della Regione in merito alla scuola. Tema strettamente legata alla riapertura degli edifici scolastici, quello dei trasporti. Cambia poco rispetto alle ultime tre settimane di zona rossa: riduzione fino al 50%, ad eccezione dei mezzi di trasporto scolastico.

Continueranno ad essere spente, infine, le luci dei centri commerciali, che nei giorni festivi e prefestivi dovranno osservare l’obbligo di chiusura, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno.