A Napoli, continua la proposta per un nuovo modo di vivere il cibo in
strada con la  “BEERETTA”,
BICI CHE EROGA BIRRA PEDALANDO.

Dopo il successo del primo “Napoli Strit Food
Festival” , Giovanni Kahn della Corte e il gruppo Mobilarch del Dipartimento

di Architettura dell’Università di Napoli Federico II, hanno
presentato all’Ippodromo di Agnano, lunedì 20 Luglio,  uno straordinario veicolo per lo
street food, un oggetto che coniuga gioco e distribuzione individuale
della birra e si propone con un carattere assolutamente speciale per lo
street food marchiato Campania. Il nome è già un programma:
beerETTA” ovvero la nuova “birra in bicicletta”.

IL PROGETTO “BEERETTA”. Si tratta di un veicolo a tre ruote che da
fermo può essere poggiato su un cavalletto che sollevando la ruota
superiore da terra, e attaccando una dinamo, permette di generare
energia elettrica che fa uscire la birra da un erogatore che si trova
davanti al manubrio. Qui c’è sistemata tutta al parte dedicata al
fruitore che potrà prendere da solo o un bicchiere da 0,2 L oppure uno
da 0,4 L, sistemarlo su un apposito adattatore, e controllando con le
pedalate l’erogazione della birra riempirsi il bicchiere. In più si
è deciso di legare questa azione ad un elemento ludico: su questo primo
prototipo si è posto sul terminale di un’asta metallica una ruota ad
otto raggi di metallo che, quando la birra viene erogata, gira e fa
girare una serie di nastri colorati ad essa sospesi. In tal modo è
visibile da lontano il momento in cui la birra si sta versando e
comunque si lega il gesto di versare birra ad un gioco che ci lega
all’infanzia.

L’EVOLUZIONE DELLO STREET FOOD. «Il fenomeno street food – spiega
della Corte, ideatore del progetto – per garantirsi continuità,
necessita di continui aggiornamenti sia in materia di novità vere e
proprie sia in materia di aumento della redditività, con il contestuale
abbattimento dei costi di gestione. Attualmente siamo in un’era in cui
si continuano a creare ape car street food ma soprattutto mega furgoni
che perdono l’essenza dello street food “Made in Italy”,
rifacendosi più allo stile nord americano. Il gioiello “beerETTA”
è una risposta a tutto ciò: bassissimi costi di gestione, elevatissima
redditività. Alla base sempre e solo ovviamente un prodotto di
eccellenza con una corretta “tenuta” della temperatura del prodotto
stesso ma soprattutto mezzo agile e maneggevole adatto alle nostre
strade. Una vera e propria innovazione che a mio parere farà strada».

LA NASCITA DEL PROTOTIPO. «L’esperienza del gruppo di ricerca che
guido da qualche anno, Mobilarch,  – ha dichiarato Nicola Flora,
Docente di “architettura degli interni” presso il DiARC,
dipartimento di architettura dell’università degli studi di Napoli
“Federico II” – mi ha reso consapevole che nelle giovani generazioni
di architetti della scuola napoletana, ma italiani in generale, c’è
grossa creatività e adattamento a scale assai diverse del progetto.
Nell’ultimo anno ci siamo cimentati con una serie di elementi in forma
di prototipo per lo street food e questo ha generato il felice incontro
con Giovanni Kahn della Corte, con il suo entusiasmo e la sua fiducia
nella creatività della nostra scuola e del nostro gruppo in
particolare. Da questo incontro il pensiero condiviso di fare questo
speciale veicolo, cosa che Giovanni aveva in animo di fare da tempo. La
creatività del nostro gruppo e l’abilità di un giovanissimo
artigiano molisano, Michele Fratino, hanno permesso di portare
effettivamente alla luce l’oggetto. Poi la grande professionalità di
un creativo della comunicazione come Luigi Maisto ha fatto nascere il
marchio ed il suo logo. Noi, che ci abbiamo lavorato con passione ed
entusiasmo per farlo nascere, crediamo che “beerETTA” sia un oggetto
divertente che incontrerà di sicuro il favore del pubblico, specie dei
più giovani anche per la componente giocosa della sua personalità. Ci
proponiamo di diversificare l’elemento ludico nelle eventuali
produzioni dei prossimi pezzi di “beerETTA” perché siamo sicuri che
questo elemento, assolutamente unico nel panorama delle attrezzature per
lo street food, sarà capace di fidelizzare specie la componente più
giovane e creativa del pubblico degli avventori del cibo per strada».

C.S.