I due libri prendono il nome da Samuele, ultimo Giudice d’Israele che, come profeta di Dio, conferì l’unzione regale a Saul e. dopo di lui, a Davide.

Samuele segna il passaggio per le tribù d’Israele dalla fine del periodo dei Giudici all’istituzione della Monarchia.

Il racconto si dipana come una saga epica più che come vera e propria storiografia, esso ruota intorno a tre personaggi principali: Samuele, Saul, David; di essi sono descritte le grandiosI imprese e la personale chiamata di Dio.

Davide appare non solo nella sua potenza di sovrano ma anche nella sua miseria umana. Sebbene egli più volte cade nel peccato e si macchia perfino di omicidio, la sua grandezza è nella sua fede e umiltà, nel riconoscersi peccatore, nel chiedere perdono e confidare sempre nell’intervento divino.

Egli è una delle figure bibliche che meglio mette in evidenza l’amore gratuito e la misericordia di Dio; da semplice pastore, Dio lo sceglie per farlo re del popolo eletto e gli promette che dalla sua discendenza sarebbe sorto il Messia.

Emblematico è l’episodio che celebra la vittoria di Davide su Golia( I Sam cap17) : il pastorello non esita sfidare il gigante dei Filistei armandosi di solo cinque sassolini e una fionda. Egli è certo dell’ aiuto miracoloso da parte del Dio d’Israele.

Tale combattimento è stato fonte d’ispirazione per intere generazioni di artisti: dal Pollaiolo ad Andrea del Castagno, da Michelangelo al Bernini, da Caravaggio ad Orazio e Artemisia Gentileschi, ogni artista ha realizzato una personale rappresentazione della vicenda.

Sicuramente l’interpretazione più spietatamente realistica è quello da parte del Caravaggio, artista ribelle e maledetto per eccellenza che, tuttavia, nella tela ” Davide con la testa di Golia” sembrerebbe aver voluto esprimere una sorta di testamento spirituale.

La tela fu dipinta verso la fine del 1608 per accompagnare la domanda di grazia che il pittore inviò al cardinale Scipione Borghese , potente nipote del papa Paolo V.

Nella testa di Golia , appena decapitata e sanguinante, si è voluto riconoscere l’autoritratto dell’artista; i tratti stravolti del volto avrebbero suggerito alcuni studiosi nell’identificare in essa l’estremo atto di contrizione formulato dal Caravaggio per i crimini di cui si era macchiato.

In questo senso le lettere, incise sulla lama che il giovane Davide strige tra le mani , andrebbero interpretate con il motto agostiniano: ” Humiltas occidit superbiam “

Più volte ripreso nell’iconografia è anche il tema del adulterio di Davide con la bella Betsabea, moglie di Uria l’ittita, valoroso generale dell’esercito israelita( II Sam cap 11-12).

Rembrandt, brillante artista olandese, subì il fascino di questa vicenda biblica . In “ Betsabea con la lettera” (1654) si sevi come modella della sua governante che, poco tempo dopo, divenne sua compagna di vita.

Egli si sofferma sul momento finale della vicenda, quando Betsabea, trascorso il lutto per il marito, riceve una lettera dal re Davide che l’invita a diventare sua moglie.

Purezza plastica e delicatezza pittorica esaltano la nudità e la spiritualità della giovane donna.

Con grande introspezione psicologica, il pittore esprime’ nel volto del personaggio la tensione interiore, la perplessità, il dubbio se accettare o meno la proposta del re o restare fedele al ricordo del marito.

Diversa ambientazione e interpretazione della figura femminile, è presente in ” Betsabea al bagno” ( 1720) del pittore veneto Sebastiano Ricci. La donna è colta intenta a un’ abluzione rituale all’aria aperta, mentre il re Davide la osserva dal tetto dell’adiacente palazzo reale.

Betsabea, , attorniata dalle ancella, esprime una spiccata vanità guardandosi compiaciuta allo specchio.

Se da una parte l’imposizione compositiva e narrativa rivela un’ispirazione al conterraneo Veronese , i colori più chiari e l’allungamento delle figure manifestano ormai un’adesione al nuovo gusto rococò.

Grande personaggio biblico è anche Saul, una delle figure più tragiche dell’Antico Testamento, tanto da ispirare vari scrittori tra cui Vittorio Alfieri.

Nel testo biblico è descritto non solo il suo allontanamento da Dio ma anche il suo progressivo smarrimento degli affetti che questo comporta.

Il suono della cetra di Davide era la sola cosa che poteva calmare la mente tormentata di Saul, colpito da un male oscuro che giorno e notte non gli dava tregua,

Sempre il grande Rembrandt , maestro dell’uso della luce, immortala nel suo ” Saul e Davide” ( 1651-58) un attimo di commozione del re di Israele nell’ascolto della melodiosa musica.

Annamaria Pucino

A proposito dell'autore

I miei articoli sono un connubio delle mie due grandi passioni: la Scrittura e la Storia dell'Arte.

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