L’ Esodo insieme alla Genesi, al Levitico, ai Numeri e al Deuteronomio costituisce il cosiddetto Pentateuco ossia i primi cinque Libri della Bibbia che la tradizione ebraica e cristiana attribuiscono a Mosè e che gli antichi Giudei designano con il termine Torah – Legge.

Esodo è parola greca che significa ” uscita” , in questo secondo Libro delle Sacre Scritture si parla della partenza degli Ebrei e del loro peregrinare nel deserto prima di giungere alla Terra Promessa.

Il Libro può essere diviso in tre parti:

Oppressione degli Ebrei in Egitto e liberazione da parte di Mosè scelto da Dio per condurli fuori dal Paese. Descrizione delle dieci piaghe che colpiscono il faraone e il suo Paese( cap. 1-15)

Viaggio nel deserto del Sinai dopo aver attraversato miracolosamente il Mar Rosso ( cap. 15-18)

Alleanza tra Dio e il Popolo eletto d’ Israele mediante la consegna a Mosè delle tavole incise con i Dieci Comandamenti e la costruzione del Tabernacolo per il culto. Episodio del Vitello d’oro.( cap. 19-40)

IL libro mostra come Dio sia fedele nelle sue promesse e quanto le sue vie siano misteriose, diverse dalle nostre.

Mosè è una delle figure più tipiche dell’ Antico Testamento, è prefigurazione di Gesù Salvatore; appena nato viene salvato dalla figlia del faraone sulla riva del Nilo. Egli obbedisce alla missione di Dio : libera il popolo dalla schiavitù e lo guida attraverso il mare( simbolo del male) ; ottiene il nutrimento del popolo, la manna e l’ acqua; intercede per gli israeliti ed essi vincono; si fa solidale con il popolo ribelle e ottiene il perdono di Dio.

Questo primo e grande Profeta della tradizione biblica è stato un soggetto molto raffigurato nell’Arte di tutti secoli.

Nel ” Mosè che infrange le tavole della legge” di Guido Reni ( Galleria Borghese – 1600 ca ) il profeta è ritratto nel momento in cui, sceso dal Monte Sinai , si adira vedendo il suo popolo in adorazione di un vitello d’oro. L’ira dell’anziano personaggio è visibile nella realistica espressività del volto che, insieme al forte contrasto chiaroscurale e al colore rosso del manto, accentuano il dramma dell’azione.

Guido Reni sebbene sia il grande interprete del classicismo dei Carracci, non è insensibile, come in questo caso, all’influenza del contemporaneo e rivoluzionario linguaggio del Caravaggio.

Completamente diversa è la versione del soggetto biblico data, circa tre secoli dopo, da Marc Chagall , artista ebreo emigrato negli Stati Uniti durante la persecuzione nazista; i suoi personaggi, inseriti in un’atmosfera onirica e fiabesca, spesso fluttuano in cieli immensi ed aree vedute. Il volo e la leggerezza come la vivacità dei colori appartengono alla dimensione gioiosa del mondo dell’artista, un mondo in cui si rifugia per evadere talvolta dalla triste realtà del presente.

La scena del ritrovamento di Mosè sulle sponde del Nilo da parte della figlia del Faraone è un altro tema in cui si sono cimentati diversi artisti. Esemplare è il dipinto ” Mosè salvato dalle acque “di Paolo Veronese (Museo Prad – 1580ca).

Il pittore, grande rappresentante della pittura veneziana del Cinquecento, era solito interpretare le scene sacre in chiave laica e modana; i suoi personaggi indossano costumi sontuosi e sono inseriti in maestosi scenari architettonici o ampi paesaggi. Nel dipinto in esame le donne in primo piano sono definite con grande accuratezza nei sfarzosi dettagli degli abiti , delle acconciature, dei gioielli.

Meno lirica e più realistica si presenta la scena dell‘ ” Adorazione del Vitello d’oro ” di Andrea Vaccaro (Museo di Capodimonte-1650), pittore napoletano tra i più celebri e richiesti dalla Chiesa controriformata. Nel personaggio di schiena in primo piano si colgono echi della pittura caravaggesca, naturalismo tuttavia stemperato in uno stile puramente devozionale.

Annamaria Pucino

A proposito dell'autore

I miei articoli sono un connubio delle mie due grandi passioni: la Scrittura e la Storia dell'Arte.

Post correlati