È l’ unico Libro della Bibbia dedicato esclusivamente alla storia di una donna: Rut, una moabita, che sposa un israelita emigrato nella sua terra insieme ai propri familiari.

Rut, rimasta presto vedova, decide di non abbandonare sua suocera Noemi, anche essa vedova, seguendola nel suo ritorno al paese natio, Betlemme.

Diversamente da lei, l’altra nuora di Noemi, Orpa, preferirà restare a Moab separandosi così dalle due donne.

Il profondo affetto che lega Rut alla suocera le fa rinnuziare a un avvenire nella terra dei suoi padri, al suo culto e alle sue tradizioni.

Giunta in Giudea si prende amorevolmente cura di Noemi e un giorno, mentre si trovava a spigolare in un campo di grano, fu notata da Boaz, proprietario della terra, che presto deciderà di prenderla in moglie.

Dall’unione di Rut e Boaz nascerà un figlio, Oved, che sarà padre di Iesse che a sua volta sarà padre del futuro re Davide, dalla cui stirpe discenderà il Messia.

Nel suo disegno provvidenziale Dio si è servito di una pagana per dare vita al Salvatore che avrebbe redento non solo gli israeliti ma anche i popoli di tutte le altre nazioni straniere.

La giovane protagonista diventa simbolo di quella umanità che, pur non appartenendo al popolo eletto, nella misura in cui attua i propri doveri con rettitudine di coscienza e di cuore, viene accolta da Dio e riceve la sua benedizione.

Tale vicenda biblica ha ispirato diversi artisti, tra cui il tedesco Julius Schnorr Carolsfeld, noto per la sua vasta Bibbia illustrata e per le colorate vetrate di varie cattedrali europee.

Egli aderì al Movimento Nazareno formato da un gruppo di pittori romantici tedeschi che, all’inizio del XIX, diedero vita ad opere caratterizzate da una profonda spiritualità e religiosità. Il loro stile, in contrasto con l’imperante classicismo, si ispirava ai dipinti degli “artisti primitivi” della pittura italiana, fiamminga e tedesca antecedente il Cinquecento; loro sommi modelli furono Raffaello e Dürer.

Coloro che fecero parte di questo gruppo si distinguevano per la pettinatura alla “nazarena”, capelli alle spalle alla maniera di Gesù di Nazareth, e per l’abbigliamento caratterizzato da antichi costumi medievali.

Uniti dallo stesso credo, ideali artistici e vincoli di amicizia, i Nazareni vivevano in confraternite facendo vita comune.

Nel suo dipinto “Ruth nel campo di Boaz” ( 1828) vi è espresso la piena appartenenza dell’ artista al Movimento; il soggetto biblico è inserito in un’atmosfera serena in cui il paesaggio partecipa al incontro dei due personaggi definiti dalla purezza delle forme e dal garbo dei movimenti.

Tutt’altro linguaggio figurativo è quello di Whilliam Blake noto poeta, incisore e pittore inglese considerato, da una parte della critica, un precursore di Nietzsche, assertore dell’amore libero e animato da un personale credo religioso.

Nel dipinto “Noemi con Rut e Orpa” ( 1795) ben evidente è la sua cifra stilistica caratterizzata da una linea serpentina che da vita a forme allungate e sinuose.

Egli creò fantastiche e visionarie rievocazioni di miti e storie bibliche.

Protagonista assoluta della tela è la “Rut” di Francesco Hayez (1853). Il personaggio biblico si identifica con le spine di grano che porta al fianco tra le pieghe del tessuto. L’espressione della fanciulla mostra un carattere riflessivo e al tempo stesso sensuale.

Esiste un’altra versione a seno scoperto della fanciulla e rientra in uno dei tanti nudi eseguiti dal autore famoso anche per il noto “Bacio” manifesto dell’arte romantica italiana.

Due secoli prima a cimentarsi nello stesso soggetto ci fu il pittore olandese Pieter Lastman che, formatosi in ambito caravaggesco, dipinse “Rut e Noemi nel deserto” scena in cui agli effetti realistici associa una particolare attenzione alla resa psicologica dei personaggi.

A proposito dell'autore

Annamaria Pucino

I miei articoli sono un connubio delle mie due grandi passioni: la Scrittura e la Storia dell'Arte.

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