Il Libro dei Giudici fa parte dei cosiddetti libri storici dell’Antico Testamento e si colloca subito dopo il Libro di Giosuè, di colui che Mosè stesso designa come suo successore.

Mentre il Libro di Giosuè racconta la storia del popolo d’ Israele dalla morte di Mosè alla conquista della Terra Promessa, il Libro dei Giudici abbraccia il periodo che va dalla morte di Giosuè all’avvento della Monarchia.

Un periodo di transizione è quello precedente la Monarchia, un periodo in cui gli Israeliti, divisi in dodici tribù, sono uniti dalla sola Fede comune .

Un ruolo importante svolgono i Giudici, essi non sono da intendere come uomini impegnati ad amministrare la giustizia, ma sono uomini d’azione, condottieri, coloro che Dio stesso incarica a compiere una missione a favore delle diverse tribù d’Israele, molte delle quali soggette alla potente seduzione della religione cananea le cui divinità locali assicurano fertilità e fecondità.

La fedeltà al Signore è espressa nella osservanza dei precetti, nel ripudio degli idoli locali.

In questo Libro, gli stessi Giudici sono talvolta a cadere, a cedere alle varie tentazioni; è il caso di Sansone che, sprezzante di ogni norma morale, conduce una vita sensuale, peccaminosa.

Egli aveva fatto voto perpetuo di nazireato ossia una speciale consacrazione a Dio che consisteva nella astenersi dal vino, nella capigliatura intonsa, nell’evitare il contaminarsi con un cadavere.

Sansone, inebriato dal vino e sedotto dalla bellezza fisica di Dalila, arriva a permettere alla donna filistea di tagliare la lunga chioma, segno della sua consacrazione a Dio.

La debolezza morale lo priva della sua statura spirituale non che della sua forza fisica, dal momento che questa era stata concessa da Dio per un fine ben preciso.

Solo il pentimento e la Misericordia del Signore permetteranno il riscatto di Sansone e la vittoria sul popolo dei Filistei.

Uno degli episodi di questo libro sacro a cui molti artisti hanno guardato è sicuramente quello che vede come protagonisti Sansone e Dalila.

Il vittorioso trionfo di Dalila che con astuzia ha vinto Sansone, come quello analogo di Giuditta su Oloferne, non poteva che attrarre la famosa pittrice romana Artemisia Gentileschi la quale, come è noto, nel Seicento passò alla cronaca per aver denunciato il proprio stupratore.

L’ artista nel dipintoDalila e Sansone(Palazzo Zevallos- Stigliano1630) usa la luce d’influenza caravaggesca per soffermarsi, più che sui particolari crudi e realistici, su delicati dettagli come il tessuto candido del corsetto o la perla trasparente dell’orecchino.

Stessa attenzione al dettaglio raffinato vi è nella tela dello stesso soggetto del pittore Matthias Stomer (Palazzo Barberini 1630). In essa lo stile accurato dell’artista fiammingo convive con un forte realismo di rappresentazione chiaramente visibile nel volto solcato di rughe dell’anziana donna sulla destra.

La storia dei due amanti biblici culmina in una esuberanza tipicamente barocca nella tela Dalila e Sansonedel pittore Pieter Paul Rubens (National Gallery Londra-1609). I colori accesi e pastosi, stesi con pennellate energiche, accentuano la teatralità della scena. Numerosi i brani di virtuosismo dall’effetto del raso dei panneggi in primo piano, alla coperta ricamata ai piedi della donna, In profondità una porta socchiusa lascia intravedere i Filistei intenti a spiare l’azione in primo piano; sopra la testa dei protagonisti vi è raffigurata una statuetta con Venere e Cupido allusione alla causa della sconfitta dell’eroe ebreo.

Sempre del pittore di Anversa è la telaSansone uccide il leonein cui la pennella fratta, fruente, gettata sulla tela dà ancor più dinamismo al gesto del virile eroe che si staglia in primo piano con il suo corpulente aspetto.

Annamaria Pucino