La Bellezza salverà Napoli“: interviste a napoletani, per nascita o per scelta, che producono Bellezza

In una rubrica con questo titolo, non poteva mancare l’intervista a un regista che ha voluto, con determinazione, scovare e raccontare la Bellezza di un quartiere difficile di Napoli.

Luca Rosini, giornalista, regista e conduttore televisivo, con il docufilm “La Paranza della Bellezza”, andato in onda su Rai 2 il 20 Febbraio scorso e ancora visibile su RaiPlay (https://www.raiplay.it/programmi/laparanzadellabellezza/), ha toccato le viscere di Napoli: il Rione Sanità. Di questo quartiere ha parlato dei Ragazzi, la parte pulita che cerca di “utilizzare tutta la Bellezza che c’è, in positivo”, come dice Mario Gelardi, del Nuovo Teatro Sanità, perché “la coscienza delle nuove generazioni è cambiata, completamente, in termini non assistenzialistici”.

L’incontro con Napoli

Luca, che raggiungo telefonicamente, mi risponde con voce simpatica e con immediata disponibilità. Lui non è napoletano di nascita ma in qualche modo lo è per scelta, perché partorire una creatura come La Paranza della Bellezza può succedere solo a chi ha, nel suo intimo, un legame profondo con Napoli… «Le mie radici campane, da parte materna, sono forti grazie all’amore che mia madre mi ha trasmesso per la cultura e la bellezza di questa terra. Negli anni, poi, ho frequentato Napoli per lavoro, per le inchieste sui rifiuti e sulle sue brutture. Mentre la attraversavo, però, ne vedevo la straordinarietà e dunque ho sempre desiderato raccontarne la poesia. Quando ho incontrato i ragazzi della Cooperativa La Paranza ho capito che potevo dare onore a una parte meravigliosa della città che purtroppo spesso non è raccontata.»

Cos’è la paranza

La paranza per noi napoletani è un peschereccio o una rete da pesca, e la frittura di paranza è la frittura di pesciolini pescati appunto con quel tipo di imbarcazione. Oramai, però, con paranza indichiamo, tristemente, i gruppi criminali che fanno le stese, quelli che con la brutalità delle armi tengono sotto scacco interi quartieri, senza guardare in faccia nessuno. A settembre del 2015, lì alla Sanità, vittima di una stesa fu Genny Cesarano, di soli 17 anni: il suo percorso di cambiamento fu stroncato… Oggi ne rimane vivo il ricordo anche grazie a una scultura in bronzo realizzata dal Maestro Paolo La Motta, che lo ebbe tra i suoi allievi, e chi ci passa davanti, si segna.

Le emozioni

Le immagini di questo documento di autenticità, che scorrono con un loro sviluppo narrativo, suscitano profonda compartecipazione. Senza titubanza alcuna, Luca mi dice che l’emozione più grande provata nel lavorarci è stata lamicizia, «quella che si è creata tra me e i ragazzi delle cooperative che stanno cambiando il quartiere. E poi mi ha colpito l’apertura di tutti gli abitanti del Rione Sanità che hanno ricambiato il mio spirito con fraternità e accoglienza

Il senso

Con La Paranza della Bellezza, Rosini ha voluto ribaltare il percorso che vede di solito privilegiare la cronaca delle negatività, inserendo in modo quasi casuale, qualche evento positivo: lui, invece, ha contestualizzato il buio, lascito di un passato che fa fatica a morire, all’interno delle innumerevoli attività luminose che si svolgono alla Sanità.

«Vorrei tanto che il mio lavoro aprisse un dibattito pubblico sulla potenzialità di alcuni territori di generare un’economia sociale o un’economia fondata sulla Bellezza e sulla riscoperta del patrimonio culturale, grazie ai giovani… Bisognerebbe provocare un dibattito culturale ed economico quotidiano, che in questo Paese è purtroppo inesistente. Siamo fermi su tematiche vecchie, e con gli occhi foderati di prosciutto, non vediamo esempi come quelli di Napoli che sono best practices, le buone pratiche che, se valorizzate, si possono mettere all’attenzione di tutti e insegnare.»

I ragazzi delle cooperative

I protagonisti del docufilm sono coloro che animano, con contagiosa passione, le cooperative attive nel Rione: i ragazzi de La Paranza, dell’Officina dei Talenti, dell’Orchestra Giovanile Sanitansamble, del Centro Educativo Sane Stelle. Sono loro che, senza mai scoraggiarsi, provano a dare alternative valide ai ragazzi scombinati, o nuove opportunità a chi è uscito dal carcere: indicano la strada del fare, del creare, dell’esprimersi, del rintracciare le vie dell’Amore per il Bello e per il Bene.

“Le attività delle associazioni fanno vivere al Rione Sanità un vento nuovo: si sta opponendo all’inevitabile l’imprevedibile. Questo fare sta seminando la speranza!”, come dice Enzo Porzio della Cooperativa La Paranza, che da 13 anni sta mirabilmente curando tre siti importantissimi della zona: la Basilica di S. Maria della Sanità, il Cimitero delle Fontanelle e le Catacombe di S. Gennaro, facendo passare il numero dei visitatori da 8.000 a 130.000, dando lavoro a una trentina di persone.

È periodo di Paranze

E proprio negli stessi giorni in cui al Festival del Cinema di Berlino ha avuto grande eco il film di Claudio Giovannesi, La Paranza dei Bambini, tratto dal romanzo di Roberto Saviano, vincendo anche il premio per la migliore sceneggiatura, ritraendo le tinte più cupe, seppur vere, del Rione Sanità, in TV abbiamo potuto vedere, di quello stesso luogo, il raggio di luce, altrettanto vero, che gli rende merito, quello della Bellezza, della Speranza, della Sanità.

I sogni

Luca Rosini è uno che si impegna a fondo in ciò che fa e un suo sogno professionale è proprio quello di continuare a realizzare documentari o condurre programmi TV «che raccontino pezzi inesplorati dell’Italia, storie positive e storie sconosciute». Ma un sogno nella sfera del privato? «Viaggiare, sempre!»I

I saluti

Gli chiedo quando tornerà dalle nostre parti e mi dice, contento, che avverrà molto presto, proprio giovedì 14 Marzo, quando all’Istituto Comprensivo 2 Castaldo – Nosengo di Afragola, parlerà de “Il Valore del Bene comune”, nel contesto del Concorso “L’arte… per la legalità”.

Non posso chiudere la chiacchierata con Luca senza la mia rituale ultima domanda:

«Qual è la cosa che più manca a Napoli per vivere meglio, o bene?»

«La fiducia! Non in tutti, ma mi sembra che in molti, manchi la fiducia che si possa stare meglio. I Ragazzi della mia Paranza sono animati da una fiducia incrollabile! Ma tanti altri bisogna che continuino a provare, senza scoraggiarsi, fin oltre la centesima volta… perché la centunesima, è quella buona!»

Luciana Pennino