La Bellezza salverà Napoli“: interviste a napoletani, per nascita o per scelta, che producono Bellezza

Assistente tecnico della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, esperto di tematiche legate al sottosuolo partenopeo, Carlo Leggieri ha fondato nel 2001 l’Associazione Culturale Celanapoli, che promuove il recupero e la fruizione della necropoli ellenistica ubicata a nord di Neapolis. Sepolta dalle alluvioni è attualmente accessibile dall’area compresa tra i  Vergini e la Sanità, uno tra i siti che rende Napoli speciale agli occhi di tutto il mondo, una tra le peculiarità che caratterizza la città e che ha indotto l’UNESCO, nel 1995, a inserire il  centro storico nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Dedizione, determinazione e na ‘ntecchia di follia rendono Carlo Leggieri un uomo da conoscere sicuramente un po’ di più.

La sede dell’Associazione è in Via Santa Maria Antesaecula 129 e sotto di essa…

…cosa si nasconde, Carlo? O meglio, cosa si nascondeva, fino a qualche anno fa?

Un frammento di una necropoli monumentale che si articolava per una lunghezza di circa un chilometro, caratterizzata da una serie di monumenti funerari intagliati nel banco tufaceo e disposti  lungo la strada extramoenia che prendendo inizio dalla porta nord della murazione di Neapolis costeggiava il piede delle colline risalendo verso Capodimonte. Una testimonianza straordinaria, databile tra la fine del IV e gli inizi del III a.C., quando l’aristocrazia delle classi dominanti importava le architetture dalla madrepatria: la Macedonia.

Quali sono le caratteristiche di questi monumenti funerari rispetto alle catacombe, per esempio quelle di San Gaudioso, o al cimitero delle Fontanelle?

La necropoli costituisce il primo utilizzo di un’area che solo molti secoli dopo ospiterà le catacombe paleocristiane e l’ossario delle Fontanelle, luoghi celeberrimi di potente suggestione. Circa 24 secoli fa, questo luogo fu scelto per realizzare una necropoli rupestre interamente escavata nel banco tufaceo, un’architettura al “negativo” dove i sepolcri non sono costruiti per sovrapposizione di elementi lapidei, ma ottenuti per sottrazione di materiale. Un po’ come a Petra in Giordania dove il sito è scavato nella diorite.

Quali sono le maggiori difficoltà che incontri per mantenere viva e attiva Celanapoli?

Molteplici sono le  difficoltà. Celanapoli costituisce ad oggi l’unico luogo nel quale si può apprezzare un potente segno identitario e di appartenenza. 25 anni di ricerche consentono di affermare che il sito ha pochi confronti in tutto il Mediterraneo, ma nonostante l’importanza,  il problema principale è riuscire a coinvolgere massicciamente l’opinione pubblica affinché il recupero di questo contesto diventi una priorità. Connesso direttamente a questo, il problema economico: l’associazione, nella quale oltre le mie energie fisiche, ho profuso tanta parte delle capacità economiche, sopravvive con enormi sforzi.

“Ma chi me lo fa fare…?”, è una domanda che ogni tanto ti poni? E che cosa, un attimo dopo, ti dà una rinnovata energia per andare avanti a scavare, a promuovere, a rendere omaggi continui alla città?

Confesso che spesso il dubbio mi assale, ma l’ostinazione è più forte. La ricerca restituisce una visione complessiva del paesaggio antico di formidabile interesse: la piana antistante la necropoli in età augustea fu attraversata da un maestoso ponte canale dell’acquedotto del Serino, una delle opere più colossali del mondo antico.

Attraverso le tue parole, l’emozione che provi nel momento di un rinvenimento…

In realtà non sono mai stati eseguiti scavi archeologici in senso stretto, ma soltanto sgombero di materiali di risulta; comunque, gli accessi recuperati consentono di apprezzare una serie di camere sepolcrali di eccezionale interesse.

Già da un po’, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli sta vivendo un periodo di fulgore. Felicità per noi napoletani e per i tanti turisti! Ci parli del collegamento tra i tuoi ipogei e il MANN?

Il MANN, diretto da Paolo Giulierini, uomo di grandi visioni, ha intuìto che il museo archeologico più importante al mondo può avere ancora maggiore impatto presso i turisti se, aprendosi al territorio, promuove il “contesto città”. Seguendo questo obiettivo, attraverso un’iniziativa denominata EXTRAMANN, il visitatore in possesso del biglietto può accedere a una serie di siti beneficiando di uno sconto del 25%.

Nell’immaginario di molti bambini c’è l’archeologia… Tu cosa volevi fare da grande?

Posso ritenermi fortunato… da sempre affascinato dalla ricerca e dalla scoperta, tra archeologia e mare devo dire che non posso lamentarmi, occupandomi, tra il mio impiego in Soprintendenza e l’attività di Celanapoli, di tematiche che continuano a nutrire il bambino che è in me.

Camilla, tua figlia… una cosa positiva del tuo DNA che le hai trasmesso e una negativa.

Certamente di positivo le ho trasmesso l’amore per il mare, elemento che forse meglio di ogni altro contempla la complessità dell’animo umano. Di negativo? Non saprei, forse non voglio vedere qualche brutto seme che, mio malgrado, certamente le ho lasciato. Con il tempo vedremo…

La tua passione professionale è un atto d’amore per questa città… qual è, secondo te, la cosa che più manca a Napoli per vivere meglio, o bene?

Domanda complessa. Penso a due elementi potentemente interdipendenti tra loro: consapevolezza e condivisione di un luogo. La percezione profonda di vivere in un territorio che per centralità di ubicazione, morfologia del paesaggio, dolcezza del clima, fertilità del suolo e presenza di fonti da sempre è stata culla di civiltà. Un contesto che opportunamente valorizzato potrebbe diventare una tappa imprescindibile per quanti apprezzano storia e bellezza.

 

Luciana Pennino

Nella foto di Antonio Liguori è ritratto Carlo Leggieri in occasione di una delle iniziative di Celanapoli denominata “Charlie Jones & Friends: alla ricerca di Neapolis”: laboratori di scavo archeologico simulato.