“La bellezza salverà il mondo!” Forse no! Ma di sicuro aiuta a comunicare qualcosa di diverso ed a sensibilizzare le persone. Ed è questo che Jorit riesce a fare quando porta la sua arte nelle zone più depresse delle città. Così sabato 22 settembre sono stati inaugurati, a San Giovanni a Teduccio,  con una piccola celebrazione informale, i due murales raffiguranti il volto di Che Guevara, dipinti da Jorit, che sono ora, tra l’altro, la rappresentazione pittorica più grande al mondo del volto del rivoluzionario sudamericano.

Esseri Umani e Dios umano - Jorit Agoch

L’artista aveva già dipinto altre due opere in questo quartiere difficile, su quell’altra facciata degli edifici popolari appaiono infatti il volto fiero di Maradona ribattezzato “Dios Umano”, e accanto ad esso, è stato disegnato il profilo di un ragazzino, uno scugnizzo il cui volto penetrante e sguardo triste racchiudono l’animo e l’essenza dei ragazzi napoletani, svegli e intelligenti, che fanno del loro meglio, in situazioni talvolta difficili. 

I quattro dipinti sulle facciate di questi edifici popolari sono diventati, un record europeo per le dimensioni e l’area coperta dai lavori artistici. Anche in questo murales, come nei precedenti, il volto del Che porta le due strisce rosse che sono oramai il segno di riconoscimento delle opere dell’artista napoletano, ispirate ai segni tribali che i ragazzi africani si fanno sui loro volti, ed anche questi vogliono essere un simbolo di appartenenza ad una tribù, ma quella di Jorit è una tribù molto più vasta, è quella della razza umana. Anche in questo inoltre, come nelle altre opere del pittore, è presente l’altro “trade mark” tipico dei suoi dipinti: dei messaggi, delle frasi nascoste che solo chi guarda con attenzione può vedere. 

La celebrazione è stata organizzata dalla comunità del luogo che ha festeggiato con musica e fuochi artificiali. Napoliflash24 è andata ad intervistare con il nostro direttore Raffaele Cofano, l’artista Jorit per saperne un po’ di più sugli emblematici nuovi dipinti del Che’. 

Raffaele: perché il Che’, cosa ti ha spinto a dipingere il rivoluzionario sudamericano?

Jorit: Che Guevara, è un simbolo, un’icona mondiale soprattutto in questa celeberrima posa, infatti la foto che ho usato è quella famosissima, la più simbolica, quella di Alberto Korda, che è su tantissime magliette e poster. La foto è in bianco e nero così ho dovuto ricreare io i colori. Ci sono volute circa 300 bombolette per facciata, che sono all’incirca 300mq l’una. Che Guevara è diventato un simbolo perché ha dato tutto per la sua causa incluso la cosa più importante: la sua vita, ci ha lasciato la sua vita. 

Raffaele: quanto tempo ci hai impiegato?

Jorit: poco meno di tre settimane per facciata. 

Raffaele: Jorit, chi ti ha commissionato questo lavoro. 

Jorit: è stata in realtà la comunità del posto attraverso associazioni non profit e collette individuali, con persone che hanno donato quello che potevano anche €5, per portare a termine li progetto. 

Raffaele: questo è davvero molto importante perché dimostra come l’arte sia veramente un linguaggio universale recepito da tutti gli strati della popolazione in maniera uguale. Jorit quali sono i tuoi prossimi progetti?

Jorit: dovrei lavorare su un nuovo edificio del comune al Vomero, che è stato di recente riqualificato. 

Raffaele: Jorit come è stato lavorare qui in questo quartiere con tutti questi ragazzini?

Jorit: è stata una bell’esperienza, a volte difficile, perché sono terribili, ma molto coinvolgente. Una bella soddisfazione. 

Raffaele ai bambini presenti: che ne pensate di Jorit e di questi dipinti? 

Bambino: si ci piace moltissimo. È una cosa che migliora il nostro quartiere.

Raffaele: vi piacerebbe fare quello che fa Jorit?

Bambino: si, Jorit ha fatto molto per questo che è un quartiere degradato,noi gli vogliamo bene. 

Raffaele: si però ho sentito che gli avete dato fastidio, siete stati terribili…

Bambino: no io no, io non gli ho dato fastidio, lui si chiama bomboletta

Raffaele: e perche? 

Bambino: perché si prendeva le bombolette, io no però. 

Raffaele: Perché vuole fare quello che fa Jorit. Tu non te le prendi le bombolette tu porti rispetto! 

Bambino: si per quello che è e fa

Raffaele: o’vulite bene?

Bambino: si o’ vulimm bene!

Beauty will save the world!”: The unveiling of Jorit’s new artwork 

”Beauty will save the world!” Perhaps not, but it is a universal language that everyone understands and through art it can make people more emotionally responsive. This is what Jorit is doing when he brings his art to the most degraded neighbourhoods of cities and towns.

On Saturday 22nd September, in San Giovanni a Teduccio, with a small informal celebration, the two murals depicting the face of Che Guevara were inaugurated, painted by Jorit, which are now, among other things, the largest pictorial representation in the world of face of the South American revolutionary. The artist had already painted two other works in this difficult neighborhood, on that other facade of the popular buildings appear in fact the proud face of Maradona renamed “Dios Umano”, and next to it, the profile of a boy was drawn, one scugnizzo whose penetrating face and sad look contain the soul and the essence of the Neapolitan street urchins, smart and intelligent, who do their best, in sometimes difficult situations.

The four paintings on the facades of these popular buildings have become, a European record for the dimensions and the area covered by the artistic works. Also in this mural, as in the previous ones, the face of Che carries the two red stripes that are now the sign of recognition of the works of the Neapolitan artist, inspired by the tribal signs that the African boys make on their faces, and also these they want to be a symbol of belonging to a tribe, but that of Jorit is a much larger tribe, is that of the human race. Also, in this, moreover, as in the other works of the painter there is the other “trade mark” typical of his paintings: messages, hidden phrases that only those who look carefully can see.

The celebration was put together  by the local community that organized itself with music and fireworks. Napoliflash24 went to interview, with our director Raffaele Cofano, the artist Jorit to know a little more about Che’s emblematic new paintings.

Raffaele: why Che ‘, what motivated you to paint the South American revolutionary?

Jorit: Che Guevara, is a symbol, a world icon especially in this famous pose, in fact the photo I used is the very famous one the most symbolic, that of Alberto Korda, which is on many T-shirts and posters. The photo is black and white so I had to recreate the colors. It took about 300 cans per façade, which is about 300 square meters each. Che Guevara became a symbol because he gave everything for his cause including the most important thing: his life, he left his life.

Raffaele: how long did it take you?

Jorit: just under three weeks per façade.

Raffaele: Jorit, who commissioned this work for you.

Jorit: it was actually the local community through non-profit associations and individual collections, with people who donated what they could even € 5, to complete the project.

Raffaele: this is very important because it shows how art is truly a universal language understood by all the layers of the population in an equal way. Jorit what are your next projects?

Jorit: I should work on a new building of the municipality at Vomero, which has recently been redeveloped.

Raffaele: How was Jorit working here in this neighborhood with all these kids?

Jorit: it was one in the experience, sometimes difficult, because they are terrible, but very beautiful and engaging. A beautiful satisfaction.

Raffaele to the children present: what do you think about Jorit and these paintings?

Child: yes, we like it very much. It’s something that improves our neighborhood.

Raffaele: you would like to do what Jorit does

Child: yes, Jorit has done a lot for this neighborhood, which is a degraded neighborhood we love him.

Raffaele: yes, but I heard you bothered him, you were terrible …

Child: no, no, I did not bother him, he’s called “little can”

Raffaele: why?

Child: because he took the cans, but not me.

Raffaele: Because he wants to do what Jorit does. You didn’t ake the cans you respect him!

Child: yes, for what it is

Raffaele: no for what it is, but for what it does?

Child: yes, for what he does

Raffaele: but what he does is also part of what he is

Child: yes

Raffaele: you love him then?

Child: yes we love him!

simona caruso