La ” BELLE EPOQUE” e la diffusione del “CAFFÈ CONCERTO” in Italia
LINA CAVALIERI 
Nei decenni tra Ottocento e Novecento, fioriscono gli intrattenimenti musicali e teatrali, tra i quali, il CAFÉ
CHANTANT e’ l’istituzione che segna, a partire dal 1891, una svolta verso la modernità.
Di origine francese, soprattutto parigina, si fa risalire addirittura alla seconda metà del Settecento, ma è
nell’ultimo quarto dell’Ottocento che, dopo alterne fortune, torna in voga e, a Parigi, nell’ultima fase del secolo , si
contano più di cinquanta locali, dove gli avventori possono cenare, brindare, fumare, schiamazzare, intrecciare relazioni,
assistendo a numeri di cantanti, ballerine, comici, prestigiatori.
Sull’esempio di locali tipo il “Concert Parisien”, il “Divan Japonais”, “Le Chat Noir”, si vanno aggiungendo altri “café”, tra cui nel 1899, il più famoso di tutti, il “Moulin Rouge” e, più tardi, “Les Folies Bergère “.
Sui palcoscenici dei “Cafe’ Chantant” parigini, si affermano illustri carriere di “chansonnieres” e ballerine.
Al “MOULIN ROUGE” debuttano Aristide Bruant, il primo “chansonnier” moderno, immortalato da Toulouse
Lautrec in un famoso manifesto, dove viene rappresentato con il suo caratteristico “cipiglio” , con indosso l’immancabile cappellaccio, la sciarpa rossa e il mantello nero e due personaggi femminili Jane Avril e La Goulue, anch’esse rese famose dai cartelloni di Lautrec.

A “LES FOLIES BERGÈRE “, assiduamente frequentato da Edouard Manet , che traeva l’ispirazione per i suoi dipinti,
si sono svolte le carriere artistiche di Mistinguette, Cleo’ De Merode e della Belle Otero, che diventa il mito della
“Belle Epoque” e costituisce il modello per molte artiste del varietà . Sempre in questo “café” si afferma Maurice
Chevalier, che diventerà uno dei più noti “chansonnier” del mondo.

In Italia, questo tipo di locale si diffonde assai rapidamente,
con il nome di “CAFFÈ CONCERTO”, soprattutto a Napoli, dove l’epoca d’oro del “caffè concerto coincide con quello della canzone napoletana.
Spesso però il modello parigino , più raffinato e intellettuale , inclina verso una ostentata volgarità e la modernità e’ rappresentata da “sciantose” locali con nomi francesi, che sovente, canzoni tipo “A Francesa” e “Nini’ Tirabuscio’ tendono a mettere in caricatura.
Tra queste “sciantose, note più per la loro bellezza che per la loro bravura, emerge il mito dell’ “irraggiungibile” Lina
Cavalieri, acclamata come la “Donna più bella del mondo”. che completerà la sua carriera come famosa cantante lirica.
Mentre a Parigi il “Cafe’ Chantant” , più commerciale, viene affiancato dal più’ sofisticato “CABARET”, frequentato
da intellettuali e anticonformisti, dove cantanti e autori sono molto più autonomi nelle loro scelte artistiche, in Italia il
“Caffè Concerto” , ha un’impronta più popolaresca ed esprime una mondanità più grossolana e scollacciata.
Da Napoli, questo genere di locale si diffonde in tutta Italia, da Torino con il “Maffei” e il “Romano”, Milano con
il “Morisetti” e il “Trianon”, Bologna, Firenze, Roma e altre.

salone margherita
Negli anni di maggior diffusione del “Caffè Concerto” , si affermano i macchiettisti romani ETTORE PETROLINI 
e LEOPOLDO FREGOLI e debutta RAFFAELE VIVIANI, attore, cantante, compositore e drammaturgo, che lascerà
un segno indelebile nella storia della canzone e del teatro leggero italiano e napoletano.
Bisogna infine ricordare il contributo dato alla canzone napoletana da ENRICO CARUSO, anche grazie alle numerose incisioni discografiche come “O Sole mio”(1916) e “Core ‘ngrato” (1921).

Fernanda Zuppini