“L’Ora del Libro“ alla corte di Alfonso d’Aragona, il sovrano umanista, promotore del Rinascimento meridionale

Il 12 giugno 1442, dopo circa venti anni di combattimento, Alfonso d’Aragona riuscì a sottrarre il Regno di Napoli agli Angioini e ad impossessarsi della città.

Il sessantennio aragonese è un periodo di eccezionale fervore culturale in cui si sviluppano le istanze del nuovo linguaggio rinascimentale.
Alfonso d’Aragona fu il promotore del Rinascimento meridionale; egli fornisce il modello perfetto del sovrano mecenate per il quale l’amore per l’arte e la cultura sono strumenti di glorificazione personale.
Egli smentendo la taccia di avarizia dei catalani, passò alla Storia con l’appellativo “Il Magnanimo”.

Il re aragonese fu, infatti, veramente generoso per le somme profuse per ridare a Napoli un aspetto decoroso e la sua dignità di Capitale.
Una serie di artisti, non solo maestranze locali ma anche provenienti dalle sponde adriatiche, dal Levante spagnolo, dalla Toscana, lavorarono nella grande fucina di Castelnuovo che, prima con la ricostruzione del castello, poi con l’elaborazione dell’Arco di Trionfo, gettarono le basi di un originale interpretazione napoletana del nuovo linguaggio fiorentino.

ingresso trionfante in città di Alfonso d'Aragona
La Rinascita artistica che caratterizzò l’Età di Alfonso e di suo figlio Ferrante, non si concretizzò soltanto nella realizzazione di grandi fabbriche religiose e civili, ma anche nelle importanti iniziative culturali di cui la più famosa fu l’ Accademia Pontaniana.
Essa ebbe inizio con “L’Ora del Libro”, così si chiamavano le riunioni serali nella grande sala di Castelnuovo all’epoca di Alfonso; qui un’elite di intellettuali quali Lorenzo Valla, il Panormita, il Pontano, solevano riunirsi dopo cena e leggere classici per poi discutere e sollevare questioni di interesse filosofico, filologico, scientifico, a secondo di ciò che il testo richiedeva.

ritratto pontano
Successivamente “L’ora del Libro” ebbe sede a casa del Panormita il quale nella propria abitazione animava discussioni spesso chiamando, come nella Grecia classica, i passanti dalla strada e invitandoli a partecipare.

In seguito la direzione dell’Accademia passò al suo allievo prediletto: Giovanni Pontano, grande letterato, segretario di Stato di Ferrante d’ Aragona.

L’interesse per la cultura umanista di Alfonso il Magnanimo, è anche ben testimoniata da una ricca Biblioteca fornita di preziosi codici miniati e rari testi antichi.

codice minato
Come nella Napoli quattrocentesca, auguriamoci che anche oggi sorgano in città numerose librerie che suscitino un nuovo interesse per l’ “humanae litterae” e per la cultura in generale.

Annamaria Pucino