“Esprimi il tuo pensiero in modo conciso perché sia letto, in modo chiaro perché sia capito, in modo pittoresco perché sia ricordato e, soprattutto, in modo esatto perché i lettori siano guidati dalla sua luce.” (J. Pulitzer)

Parlando di Pulitzer, tutti pensiamo al Premio, il più prestigioso in  campo giornalistico, dimenticando, o forse ignorando, che esso deve il nome a colui che lo istituì: Joseph Pulitzer, che nasceva il 10 Aprile di 172 anni fa, nel 1847, in Ungheria, a Makó.

Tale premio fu assegnato per la prima volta nel 1917, nelle sole categorie Reporting, Editoriale, Storico e Biografico. In questo 2019, la cerimonia di premiazione si terrà tra pochi giorni, il 15 Aprile, e assegnerà il premio a coloro che si sono particolarmente distinti in una delle 21 categorie che vengono solitamente considerate, dalla cronaca alla fotografia, alla vignetta, alla fiction, alla letteratura, alla musica.

Per quanto riguarda la vita di Joseph Pulitzer, egli emigrò negli Stati Uniti all’età di 17 anni, divenendo un famoso giornalista ed editore. Combatté durante la Guerra di Secessione e dopo andò a stabilirsi a St. Louis, nel Missouri. Qui fu attivo nella vita politica e nel 1872 acquistò il Post per 3.000 dollari. Poi acquistò anche il St. Louis Dispatch per 2.700 dollari: unì i due giornali dando vita al St. Louis Post-Dispatch, che è tutt’oggi il principale quotidiano della città. Il suo impegno continuò nel mondo della finanza, permettendogli di acquistare anche il New York World.

Dato che diede un taglio originale alle sue testate, riuscì nell’intento di far da ponte tra la società statunitense e gli immigrati che riempivano New York.

Inoltre fu il primo a inserire le rubriche degli annunci commerciali (vendita di immobili, auto, ecc).

In aggiunta a questo, anche altre sue idee risultarono geniali: si fece promotore di un crowdfunding per finanziare il completamento del basamento della Statua della Libertà, che venne inaugurata il 28 ottobre 1886. L’importo totale che questa iniziativa riuscì a raggiungere fu di 100.000 dollari.

In più, nel 1888 ebbe l’idea di far compiere a una delle sue giornaliste, Elizabeth Cochran, nota con lo pseudonimo di Nellie Bly, il viaggio intorno al mondo, di Giulio Verne memoria, ma in meno di 80 giorni! Il giro fu di 40.000 chilometri in 72 giorni e il suo diario Around the World in Seventy-two Days ottenne un successo strepitoso.

Oltre a ciò, realizzò un’altra iniziativa innovativa per l’epoca, che fu la pubblicazione dei primi supplementi a colori.

In realtà, l’impero creato e il suo modo di fare giornalismo procurarono a Pulitzer molto onore ma ovviamente pure molti nemici. Durante la sua vita, infatti, affrontò battaglie legali e subì contraccolpi di salute.  

Ma, senza dubbio, la cosa per cui il suo nome è ancor oggi pronunciato, attiene al Premio, la cui storia prese avvio nel 1892, quando Pulitzer propose al presidente della Columbia University di fondare, finanziandola, una scuola di giornalismo.

Però tale proposta fu accettata dopo qualche anno, nel 1902, da un nuovo presidente della stessa Università, ed effettivamente messa in atto solo dopo la morte di Pulitzer, il quale, per volontà testamentaria, lasciò 2 milioni di dollari, per cui fu possibile creare la Scuola di Studi Avanzati di Giornalismo: attualmente ancora una delle più importanti, anche se non la prima, in quanto preceduta da quella dell’Università del Missouri.

Concludendo queste brevi note biografiche di Joseph Pulitzer, ricordiamo che morì mentre si trovava a bordo del suo yacht nel porto di Charleston, nella Carolina del Sud, il 29 ottobre 1911.

…a noi ora non rimane che scoprire i vincitori del Pulitzer 2019!

Luciana Pennino