Domenica 20 marzo si è svolta la performance de Io, James Dean”  Viaggio drammatizzato nella vita di James Dean, al Museo del Sottosuolo, con Antimo Buonanno per la regia di Antonio Vitale.

James Dean

“Sogna come se potessi vivere in eterno, vivi come se dovessi morire oggi” . Questa è la frase che racchiude e descrive meglio la vita di James Dean. L’attore americano è stato interpretato con drammaticità da Antimo Buonanno,  che in un monologo, attraverso la parola, ma anche e soprattutto attraverso il linguaggio e l’espressività del volto e del corpo, ha raccontato la sua storia. La bravura di Buonanno è stata nel saper trasmettere al pubblico emozioni forti. James Dean ha vissuto una vita breve, ma intensa, ad alta velocità. La sua storia è stata narrata attraverso episodi e flashbacks che hanno rivelato dettagli poco conosciuti della sua vita, ed hanno contribuito a spiegare il perchè dei suoi comportamenti estremi: la morte della madre, che amava moltissimo, l’abbandono da parte del padre, l’abuso sessuale ricevuto da bambino, sono alcuni degli elementi che possono aver causato il suo disturbo bipolare, la sua bisessualità, ed il suo rifiuto delle regole. La tragica storia d’amore con Annamaria Pierangeli, ha contribuito ad intensificare la sua voglia di autodistruggersi. L’aver sdoppiato James Dean è stato l’intelligente mezzo narrativo usato dal regista Antonio Vitale per rappresentare questa dualità presente nella sua personalità: c’è un Dean/narratore che racconta alcuni episodi della sua vita, leggermente distaccato ed un Dean/intimistico che vive determinati episodi, calandosi totalmente in ogni situazione. Particolarmente toccante e poetica è stata l’introduzione di un brano tratto da “Il Piccolo Principe” nel corso della narrazione.  Il tutto è stato arricchito da una colonna sonora atmosferica, che con brani come “New York, New York”, “Heartbreak Hotel” ed altri, ha aiutato a raccontare la storia di James Dean, il simbolo più vero ed assoluto della “teenage rebellion”.

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“Divo fragile e vulnerabile ma anche rivoluzionario, James Dean, era un ribelle che amava correre troppo veloce per vivere e troppo giovane per morire… la sua leggenda continua ancora oggi ad appassionare intere generazioni che riconoscono in lui il precursore dell’insofferenza giovanile. L’impronta dei suoi blu jeans è ancora viva, cosi come i suoi sguardi indirizzati verso quella gioventù bruciata troppo in fretta.” (Cit)

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‘Io, James Dean’ di e con Antimo Buonanno, regia Antonio Vitale
Domenica 20 marzo ore 21

Museo del Sottosuolo di Napoli (diretto da Luca Cuttitta)
Piazza Cavour, 140 (vicinissimo alla fermata della Metropolitana linea 1 e 2 di Museo)
tel. 081451085

Simona Caruso

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