E’ partito, dalle 06.00 di questa mattina, lo sciopero di 8 ore per ogni turno di lavoro nello stabilimento Jabil Circuit Italia di Marcianise. L’unico stabilimento che la multinazionale americana delle telecomunicazioni ha conservato in Italia, a cospetto dei 100 insediamenti produttivi dislocati in 29 Paesi del mondo per un totale di duecentomila lavoratori. Per venerdì 27 giugno è stato convocato un tavolo di crisi al Ministero dello Sviluppo Economico.

Sempre nella giornata di lunedì 24 giugno, nello stabilimento Whirlpool di Napoli sono state caricate le prime lavatrici da destinare ai magazzini della Polonia e di altri depositi, diversi da quelli ordinari, senza avvertire le sigle sindacali. Questo confermerebbe la volontà del disimpegno, tanto da indurre i lavoratori dello stabilimento a indire in giornata uno sciopero, anche in vista dell’incontro ministeriale di oggi. Si palesa lo spettro del trasferimento della produzione in Polonia, ipotesi mai confermata dalla multinazionale e dal suo amministratore delegato per l’Italia, nonché vicepresidente per le operazioni industriali in Europa, Medio Oriente e Africa, Luigi La Morgia. Nel gruppo dal 2010, ha iniziato il suo percorso nello stabilimento Whirlpool di via Argine, a Napoli, dove è stato responsabile della produzione, manutenzione e logistica e dal 2011 ha ricoperto i ruolo di direttore. Per poi passare a dirigere il sito Whirlpool di Poprad, in Slovacchia. Dal 2015, è general manager dishwashing, dal 2016 è general manager laundry. Oggi, al Mise, siedono allo stesso tavolo lavoratori cresciuti assieme a via Argine.

Si palesa quanto temuto da settimane. Ovvero, che altre multinazionali seguano l’esempio di Whirlpool, disimpegnandosi nonostante gli impegni assunti in sede ministeriale e facendosi forza per creare un precedente. Nel comunicato dell’azienda, si dichiara di non volere il disimpegno, ma nei fatti si avvia la procedura di licenziamento collettivo per 350 dei 700 lavoratori, senza presentare alcun piano di sviluppo o di conversione dell’impianto. Nonostante Jabil abbia acquisito altre aziende operanti nel casertano nel settore dell’elettronica, quali Marconi, NokiaSiemens, Ericsson. In una nota, seguita all’incontro di lunedì 24 giugno presso Confindustria Caserta, si legge:

Per affrontare la situazione, collaborando con le organizzazioni sindacali e gli stakeholder locali e nazionali, Jabil ha intrapreso un programma di outplacement volontario per offrire ai propri dipendenti opportunità di reimpiego in altre aziende che si sono dimostrate disponibili ad assumerli. Lo scopo di questa iniziativa era quello di minimizzare l’impatto sociale della ristrutturazione. Nonostante questi sforzi e a seguito di una lunga ed estesa disamina della capacità produttiva attuale e prospettica, si è resa necessaria un’ulteriore riduzione della forza lavoro presso il sito Jabil di Marcianise entro settembre di quest’anno“.

Di altro tenore sono le prime reazioni del sindacato, per voce di Antonello Accurso, Uilm Campania:

Dopo Whirlpool, anche la Jabil di Marcianise sceglie la via della drammatizzazione con un atto unilaterale che rischia di compromettere gli sforzi fatti in questi anni per accompagnare un processo di riqualificazione ed evitare che la situazione industriale sfuggisse“.