Pubblichiamo la lettera che Italia Orofino, mamma e operaia Whirlpool, ha scritto e inviato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E’ una delle lavoratrici, che dallo scorso 31 maggio sono in presidio perché, dopo premi e riconoscimenti aziendali, rischiano di perdere il lavoro, a meno che non accettino una riconversione dello stabilimento, come ribadito dalla multinazionale dopo il decreto legge “Salva Imprese“, mai pubblicato in Gazzetta Ufficiale, essendo stato previsto per il 28 del mese ed essendo il governo caduto a ridosso di Ferragosto.

Finita l’esperienza del Movimento 5 stelle con la Lega, a consultazioni politiche in atto, il segretario della Cgil Campania, Nicola Ricci, il 21 agosto ha rilasciato un’intervista a La Repubblica chiedendo alla Regione un ruolo più deciso così da sopperire anche solo in parte ai vuoti del governo centrale. Nell’ultimo tavolo tecnico tra Whirlpool, rappresentata da Luigi La Morgia, il governo, rappresentato da Luigi Di Maio, i sindacati e i lavoratori era emerso il differente costo del lavoro. In una fase economica gravata dalla crisi argentina, dai dazi statunitensi e indiani e da una contrazione forte delle vendite delle lavatrici, come ricordava l’amministratore delegato di Whirlpool, pesa il costo di un’ora lavorata da un operaio italiano, la quale, unita al costo delle materie prime, raggiunge i 28 euro, mentre in Polonia non supera i 6 euro, nella Repubblica Ceca gli 8 euro. Zona Economica Speciale, politiche attive del lavoro, nuova fiscalità che riduca il cuneo che grava sugli imprenditori, lotta al precariato sono tra i temi proposti dal segretario della Cgil, Ricci, al governatore Vincenzo De Luca, in attesa di poterne discutere con il prossimo esecutivo.

In questa lettera, i lavoratori di via Argine e, in maniera più ampia e solidale, chi è nella loro condizione si rivolge al Presidente della Repubblica, unico faro di questa notte buia che a da passa’, avrebbe detto Eduardo De Filippo.

Mi chiamo Italia ho 47 anni e sono una dei 412 dipendenti in presidio da 83 giorni alla Whirlpool di Napoli.

Quella Whirlpool che fino ad oggi ha dato da mangiare e da vivere ai miei genitori, ai miei due figli e a centinaia di famiglie che hanno dedicato tutta la vita a quella fabbrica.

La stessa Whirlpool che ad ottobre del 2018 firma con il Governo un accordo per rilanciare il sito di Napoli e che dopo appena 6 mesi lo strappa per interessi puramente economici. Ci cancella con una X…come se non fossimo mai esistiti, cancella la nostra storia, il nostro futuro e i sogni e i sogni dei nostri figli.

Siamo forse robot da spegnere? Siamo forse senza un’anima? No signor Presidente… Siamo persone…siamo cuori che battono , che chiedono soltanto rispetto e dignità…quella che vogliono toglierci! Sin dal primo momento il Governo è stato al nostro fianco e dopo vari riscontri, finalmente per noi una speranza! Il decreto Salva Imprese…Eravamo fiduciosi, molto, nel Governo…che però non ha fatto in tempo ad aiutarci…perché la crisi politica di questi giorni congela quel decreto…e con esso le nostre speranze…perché lei sa bene signor Presidente che se non viene approvato, quel decreto è carta straccia.

Le scrivo a nome di tutti i miei colleghi, perché abbiamo perso i nostri punti di riferimento e Lei rappresenta un faro in un momento di buio totale.

Fare politica non è forse fare il bene del popolo e del paese? O è pensare ai propri interessi, fregandosene di famiglie che aspettano di sapere quale sarà il loro futuro? Come ci si sente a litigare per delle poltrone, mentre si perdono posti di lavoro?

Signor Presidente Le chiediamo di intervenire perché la nostra vita è aggrappata a quel decreto che ridonerebbe la dignità a migliaia di famiglie. Non ci lasci soli!!!! Ci dia la possibilità di svegliarci al mattino e poter tornare a sorridere guardando negli occhi i nostri figli”.