Continua il nostro viaggio nella finanza pubblica italiana attraverso la definizione di Bilancio dello Stato (clicca qui), l’analisi delle voci di spesa (clicca qui), e l’andamento delle stesse nel tempo (clicca qui), arriviamo alla storia del nostro debito pubblico.

Quando le entrate di uno Stato non riescono a pareggiare le uscite si va in deficit. Significa che lo Stato spende più di quanto riesce a incassare con le tasse. Questo deficit va finanziato con un prestito che viene richiesto con l’emissione di titoli di Stato che garantiscono un interesse a chi li compra. Lo stock dei titoli di Stato emessi prende il nome, appunto, di debito pubblico.

Qui c’è il grafico del debito pubblico italiano dall’unità di Italia ad ad un paio di anni fa

Come si può notare graficamente, dagli anni sessanta fino agli anni novanta, il debito pubblico italiano è cresciuto ininterrottamente, arrivando a superare quello necessario a finanziare la seconda guerra mondiale, il dato aggiornato al 2019 ci riporta quasi ai livelli di debito necessari a riprenderci dalla Prima Guerra Mondiale.

Ovviamente il grafico si riferisce al rapporto debito/PIL, per cui c’è da fare una distinzione dei periodi in cui il PIL è decresciuto in maniera tale da far lievitare il rapporto.

Il deciso calo del primo dopoguerra è il risultato della cancellazione del debito di guerra contratto.

Quello relativo al secondo dopoguerra è dovuto ad una impennata dell’inflazione che letteralmente sbriciola il debito pubblico.

Negli anni sessanta, durante il boom economico, l’Italia cresceva al ritmo del 5% l’anno e quindi se anche si spendeva di più il rapporto restava basso.

Come si nota da questo grafico fino agli inizi degli anni novanta il rapporto debito PIL restava in parametri di sostenibilità perché il debito cresceva insieme al PIL.

Dal 2008 in poi si è creato uno squilibrio che ci ha portato alla crisi dei titoli di stato del 2011, perché abbiamo superato i livelli di sostenibilità previsti dal FMI.

Nel prossimo capitolo affronteremo quali problemi conseguono da un eccessivo debito pubblico, sia in termini di crescita che di credibilità finanziaria.

Marianna Genovese – Consulente Finanziario certificato EFPA

mariannagenov@gmail.com