Dopo aver definito il Bilancio dello Stato (clicca qui) e analizzato le voci di spesa (clicca qui), andiamo ora a vedere come sono stati spesi i nostri soldi dagli anni ‘90 ad oggi.

Tutti i dati della presente analisi sono presi da fonti pubbliche, tabelle Eurostat e ISTAT.

Iniziamo subito con un grafico che compara i livelli di spesa in percentuale sul PIL per ogni capitolo.

Salta subito all’occhio che la spesa per la Protezione Sociale (pensioni, ammortizzatori sociali), è quella che è cresciuta di più in assoluto a scapito di quella per i Servizi Generali delle amministrazioni pubbliche (stipendi e forniture per uffici pubblici). La Sanità ha avuto una battuta d’arresto dal 2010 (in seguito alla crisi del debito pubblico). Difesa e Affari Economici hanno una lenta graduale diminuzione, tutte le altre voci restano più o meno costanti.

Per il capitolo Servizi Generali, osserviamo una consistente diminuzione della spesa per interessi e una discesa costante dei “costi della politica” , risultato della “spending review”.

Nel dettaglio della spesa sociale, possiamo osservare un notevole incremento delle pensioni di anzianità dal 2002 al 2013 e poi una lenta decrescita (conseguenza delle riforme pensionistiche) e un incremento delle spese per l’emarginazione sociale e per il sostegno alla disoccupazione a partire dal 2008.

Andiamo ora, a vedere come è cambiato negli anni, l’andamento totale della spesa

Qui possiamo osservare che in seguito alla decisione di entrare nella UE dal 1995 è stata fatta una costante riduzione delle spese per rientrare nei parametri di Maastricht e che la spesa è rimasta più o meno costante in rapporto al PIL fino alla crisi del 2009.

La crisi del 2009 è stata soprattutto bancaria e in Italia gli aiuti statali alle banche non sono stati importanti, eppure si evince un aumento della spesa fino quasi ai livelli del 1995 che cala poi nel periodo della crisi del debito sovrano del 2010 – 2013 per poter rimettere ordine nei conti pubblici e dare più credibilità al nostro debito.

Il successivo innalzamento  della percentuale di spesa pubblica nel periodo 2011 – 2015 è dovuto ad un calo del PIL conseguente alla crisi, ma non ad un aumento reale della spesa.

Andando ad analizzare la spesa pubblica dei Paesi Europei notiamo che l’Italia in percentuale sul PIL spende quanto Danimarca, Finlandia, Francia, Belgio, Svezia, Austria

spesa pubblica ue

Eppure in Italia non abbiamo gli stessi servizi, nè la stessa qualità di vita dei Paesi succitati. Ne consegue che la spesa non è ottimizzata, a causa di sprechi e ahimè corruzione. Ma anche perché la maggior parte della spesa è ancora orientata ad un welfare che diventa sempre più preponderante a scapito degli investimenti in produttività che ci aiuterebbero a diventare più solidi e costanti nella crescita. Un PIL più alto ci permette più debito e quindi più spesa. Spendere solo facendo debito senza pensare alla crescita ci pone nelle condizioni di essere troppo dipendenti dai mercati finanziari.

Nel prossimo capitolo affronteremo appunto il debito pubblico, la sua storia e le sue peculiarità in Italia.

Marianna Genovese – Consulente Finanziario certificato EFPA

mariannagenov@gmail.com