La foto scattata dall’Istat sul nostro paese, ci fornisce un quadro poco rassicurante, anzi di estrema difficoltà. La poverta’ e’ infatti raddoppiata dal 2005, meno di 10 anni, ed e’ boom della disoccupazione giovanile con una crescita nel 2012 di 14 punti percentuali dall’inizio della crisi. Numeri alla mano gli stipendi sono praticamente fermi e un pensionato su due, oggi, non arriva a 1.000 euro al mese.
I poveri in senso assoluto sono raddoppiati dal 2005 e triplicati nelle regioni del Nord (dal 2,5% al 6,4%). A conferma di cio’ il rapporto evidenzia che, sempre l’anno scorso, la retribuzione mensile netta e’ stata di 1.304 euro per i lavoratori italiani e di 968 euro per gli stranieri. Rispetto al 2011, il salario netto mensile e’ rimasto quasi stabile per gli italiani, 4 euro in piu’, mentre risulta in calo di 18 euro per gli stranieri, il valore piu’ basso dal 2008.
Come se non bastasse, il rapporto calca la mano anche sul fronte degli inoccupati, sciorinando dati che lasciano tutt’altro che tranquilli. Nel 2012 il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 10,7%, con un incremento di 2,3 punti percentuali rispetto al 2011, 4% in piu’ rispetto al 2008. Il tasso di disoccupazione giovanile ha superato il 35%, con un balzo in avanti rispetto al 2011 di oltre 6 punti percentuali , 14 punti dal 2008. Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini sottolinea nella premessa al rapporto che l’Italia e’ tra “i paesi piu’ colpiti dalla crisi: ha registrato nel 2012 un progressivo peggioramento dei principali indicatori macroeconomici e sociali. Ciononostante il sistema di coesione sociale ha tenuto, consentendo al Paese di sopportare sacrifici finalizzati al recupero della stabilita’ finanziaria e a varare importanti riforme”. Vede nero anche il Centro studi Confindustria: per il nostro Paese “le traiettorie economiche sono ad alta incertezza: si amplia la forbice delle previsioni e per gli imprenditori e’ lontana l’uscita dalla crisi”.