E’ uscito il 2 Giugno, dopo venticinque anni  da  Amused To DeathIs This The Life We Really Want.

Inutile dirvi La mia curiosità e contentezza.

Finalmente potevo, potevamo, riascoltare il maestro e le sue interpretazioni sulla vita dei giorni nostri. La paura, il terrore, l’angoscia. Come  l’avrebbe trasformate in parole e musica? Ci aveva lasciati con The Final Cut, dove si arrendeva al sogno del secondo dopoguerra. Poi con Amused the death, osservazioni della distruzione del genere umano attraverso la lente deformata dei mass media, sempre più padroni e formatori di opinioni, lobotomizzando il genere umano e piegandolo alla massificazione (1984-Blade Runner).

I suoni e le parole, anche se non ho ancora letto tutti i testi, sembrano vogliano farci venire sensi di colpa, compassione, mettendoci di fronte alla povera gente e al complesso industriale/politico della società odierna.

La band è composta da, oltre a Godrich (coproduttore, che ha suonato chitarra, tastiere e composto alcuni sound collage), Gus Seyffert (basso, chitarra, tastiere), Jonathan Wilson (chitarra, tastiere), Joey Waronker (batteria), Roger Manning (tastiere), Lee Pardini (tastiere), e Lucius (voce) con Jessica Wolfe e Holly Proctor.

Non ci sono ospiti illustri come David Gilmour, Eric Clapton e Jeff Beck, al posto di assoli di chitarra, molte tastiere e un grande uso dell’orchestra.

Non mi è piaciuto molto questo disco. Troppi suoni, effetti, urla che ci richiamano a The Final Cut, a The Wall. La novità è il finale con una canzone d’amore e di speranza.

P.S L’ ho risentito ancora una volta. Inutile dirvi che ho quasi tutti i vinili dei Pink Floyd,ma ho deciso. Questo non lo comprerò.

Il carrozzone disco, concerti, DVD, con la band, l’orchestra e tre belle coriste; tutto è pronto per il risveglio, ma a me non piace. La musica va avanti con andamento lento, ti aspetti da un momento all’altro un guizzo, un accelerazione,u n assolo di chitarre.

Niente. Quindi bye bye Roger.
Altro giro.

Pino Barreca