Ogni giorno novanta campani lasciano la propria regione d’origine per motivi di lavoro, studio o salute. E’ il risultato di un’indagine della Cgil, che ha promosso una tavola rotonda intitolata “Aree interne e sviluppo: bisogni sociali e sistema di welfare“, tenutasi il 12 febbraio nella sede della provincia di Salerno. A dieci giorni di distanza, sabato 22 alle ore 17.00 presso il Palazzo Pisapia di Gesualdo si terrà un’assemblea pubblica intitolata “Quale futuro per l’Irpinia Centrale?“.

L’intera area è la parte di regione che è caratterizzata dal decremento demografico più consistente. Stando a quanto sostiene il sindacato, dal 2001 al 2019 la popolazione è diminuita di oltre settemila e settecento unità a fronte della percentuale più bassa di migranti tra la popolazione residente. Gli ultimi dati dell’Istat parlano di una forte recessione demografica in quasi tutto il Mezzogiorno. Per contrastare ciò già nell’ottobre 2017 è stata varata la legge numero 158. Il tentativo del legislatore è stato quello di valorizzare e riqualificare i piccoli comuni, ovvero quelli che hanno fino ai cinquemila abitanti, nonché i comuni istituiti a seguito di fusione tra centri abitati di scarse dimensioni, talvolta dopo averne recuperato il centro storico. Questo si è tradotto in azioni volte a contrastare il dissesto idrogeologico, a sostenere le attività di manutenzione, a promuovere la vendita di prodotti provenienti dalla filiera corta o a chilometro zero, a mettere in sicurezza le infrastrutture stradali e gli istituti scolastici, a favorire le attività produttive, partendo dai servizi essenziali. La Legge salva borghi prevede che tutte queste opere vengano finanziate da un Fondo per lo Sviluppo Strutturale, Economico e Sociale dei Piccoli Comuni che da cui deriva un Piano Nazionale. Tra le sue priorità ci sono l’accrescimento dell‘efficienza energetica del patrimonio edilizio pubblico, la realizzazione di impianti di produzione e distribuzione di energia da fonti rinnovabili, la riqualificazione di terreni ed edifici in stato di abbandono o degrado al fine di sostenere l‘imprenditoria giovanile per l’avvio di nuove attività turistiche e commerciali.

Nel tentativo di trovare le migliori soluzioni per contrastare lo spopolamento costante del territorio irpino, nell’incontro di Gesualdo si parlerà dell’impatto che si prevede avrà l’Alta Velocità sulla tratta Napoli-Bari e si indagherà il futuro della Stazione Hirpinia, della Lioni-Grottaminarda e del Polo Logistico. Ci si soffermerà sull’impatto che l’industria, il turismo, l’allevamento, l’agricoltura e l’enogastronomia potrebbero avere sulla ricerca dello sviluppo locale. Il punto di partenza è la constatazione che nel tempo troppe occasioni sono state sprecate e troppe opportunità sono state gestite in modo clientelare e campanilistico.