Al Nouveau Théâtre de Poche i mali del secolo, l’incomunicabilità e la superficialità, fanno ridere

Locandina ‘Ipoacusia’

Il 20 e il 21 ottobre, al Nouveau Théâtre de Poche, è andata in scena la commedia ‘Ipoacusia’, un adattamento del testo teatrale ‘Confusioni’ di Alan Ayckbourn. La divertente commedia ruota intorno a personaggi decisamente buffi, che danno vita a cinque scene diverse: si parte da una madre talmente ossessionata dai figli da perdere ogni contatto con la realtà, e che finisce per trattare come i suoi bambini anche i vicini di casa che si preoccupano per lei; si prosegue con un uomo che, non riuscendo a comunicare con la moglie, si ubriaca al bar dell’hotel dove poi molesta maldestramente le donne che vi si trovano. La scena poi si sposta in un ristorante, dove due coppie danno vita ad una surreale quanto comica conversazione, che vede intrecciare i loro ruoli lavorativi e familiari davanti ad un imperturbabile cameriere. La quarta scena ci porta in un villaggio dove sono in corso i preparativi di una festa parrocchiale, ma un microfono impazzito rivela i segreti intimi di un uomo e di una donna; questo, e una serie di tanti altri imprevisti, tra cui la pioggia, scatenerà il comico caos finale. Chiude la commedia una scena in un parco, dove troviamo diversi personaggi in cerca di una compagnia che si rivelerà immancabilmente sbagliata, finendo per restare ognuno solo con se stesso. È questo, infatti, il tema portante dell’intera commedia: l’incomunicabilità tra le persone, un male quanto mai attuale e che oggi, nell’era del web, è ancora di più una delle principali cause della superficialità dei rapporti umani. Un tema che l’autore fa emergere in ognuna delle cinque scene rappresentate e dove, infatti, i personaggi parlano praticamente da soli, senza mai ascoltare le parole degli altri che, a loro volta, fanno altrettanto. I frequenti cambiamenti di scena e i dialoghi serrati, rappresentano una sfida non facile da affrontare per chi decide di portare in scena questa commedia, ma la sapiente regia di Peppe Miale (ben noto al pubblico teatrale e televisivo, sia come membro della compagnia teatrale di Carlo Buccirosso, che per le sue collaborazioni con Lina Sastri, Eduardo Tartaglia, Lucio Allocca e Renato Carpentieri, solo per dirne alcune), il prezioso lavoro di tutto lo staff e la ottima preparazione degli attori, testimoniano le qualità delle attività didattiche che si svolgono al Nouveau Théâtre de Poche. Questo teatro, infatti, non è solo un luogo dove poter vedere rappresentazioni teatrali, ma anche (e forse soprattutto), un ottimo laboratorio dove poter apprendere ogni disciplina legata alla bellissima, ma complessa, arte del teatro. Lo stesso Peppe Miale, con Sergio Di Paola e Massimo de Matteo, dirigono il laboratorio teatrale e sono tra i docenti di recitazione e regia. Ma tutte le discipline legate all’arte teatrale fanno parte del percorso didattico del laboratorio del Nouveau Théâtre de Poche: si va dalla dizione all’espressione corporea, dall’improvvisazione alla storia del teatro, dalla clownerie alla recitazione in inglese, e si tengono anche stage di approfondimento e incontri con attori, registi e autori già affermati sulla scena nazionale. Non ci sorprende, quindi oggi, vedere in alcune delle principali accademie di recitazione italiana, in importanti compagnie teatrali quali quelle di Luca De Filippo e Alessandro Gassman, o in fiction televisive di successo come ‘I bastardi di Pizzofalcone’, attori e attrici che hanno mosso i loro primi passi nel mondo della recitazione proprio al Nouveau Théâtre de Poche. Anzi, siamo certi che ne vedremo molti altri.