Da dicembre 2020, “Io compro campano!” è in rapida crescita su Facebook, garantendo prodotti del territorio e di qualità.

Ancora una volta, per fortuna, un uso virtuoso dei social: “Io compro campano!” è il gruppo Facebook creato a sostegno dell’artigianato e dell’economia della nostra regione. In quasi tre mesi dall’apertura, si contano già più di 23.900 iscritti, a conferma che l’idea di Roberta Iacoletti è vincente. Tanto che il gruppo sarà, a breve, anche associazione e in diversi momenti, dal virtuale si renderà tangibile in vetrine di luoghi anche reali.

Per iniziare, Roberta si definisce “cultrice di talenti” e crede nell’efficacia di una vetrina virtuale per l’estro creativo di artigiani e artisti (hobbisti o imprenditori), per le botteghe di quartiere, per i piccoli negozi, per le aziende storiche di prodotti regionali. Tutte realtà che sostengono la nostra economia e che oggi più che mai hanno bisogno di visibilità, reclamano il riconoscimento del lavoro quotidiano.

Perciò, con questo neo-gruppo, un coacervo di energie fantasiose e professionali trova il modo di mostrarsi e di vendere quel che si oppone alla massificazione della grande distribuzione.

Tutto sommato, preferire catene o brand noti, spesso deriva proprio dalla mancanza di conoscenza o dalla pigrizia nella ricerca. Ecco che “Io compro campano!” soddisfa il desiderio di acquisti originali e non omologati, con il valore aggiunto della territorialità.

«Siamo abituati, ormai, a un tipo di acquisto da supermercato», mi dice Roberta Iacoletti che raggiungo per quattro chiacchiere. «In pratica siamo dei “compratori passivi”. Il cambiamento sta nel diventare, invece, compratori consapevoli: dobbiamo tornare a far prevalere la nostra volontà nel momento in cui acquistiamo. Potremmo parlare di un’etica dell’acquisto, che ci fa decidere in autonomia a cosa dar valore, cosa preferire. Insomma, anche nella scelta dei beni che vogliamo per noi, è la consapevolezza che fa la differenza.»

Il fatto che il primo impatto del gruppo sia stato col Natale, è assai significativo. A Natale 2020, le nefaste conseguenze della pandemia hanno avuto pesanti ricadute anche su vendite e acquisti.

Eppure, l’alternativa social del gruppo in questione ha dato i suoi frutti, regalando insperati guadagni a creativi, negozi e aziende che, diversamente, avrebbero visto deluse e mortificate le loro legittime aspettative del periodo.

In sintesi, qualità dei prodotti e poche ma chiare regole per i componenti, permettono di respirare in questo gruppo un’aria di educazione, di rispetto e di allegria.

«L’aspetto relazionale per noi del team è molto importante», tiene infatti a precisare Roberta. «Non sono casuali le nostre scelte operative, perché vogliamo che il gruppo sia un luogo dove, innanzitutto, far nascere e coltivare l’incontro tra le persone, riconoscendo il valore del lavoro di tutti e permettendo a ciascuno di darsi una possibilità».

A titolo di esempio, tra le attività che hanno movimentato la vita di “Io compro campano!” di questi pochi mesi, c’è stata anche la campagna “Facimmece ‘o pacco”; come spiegano gli organizzatori, «si gioca a sovvertire con un gioco, che diventa quasi un rituale psicomagico, uno stereotipo che la Campania storicamente si porta dietro».

Ad ogni modo, se ne volete sapere di più, andate direttamente su Facebook! E lì leggerete anche di un’altra iniziativa che “Io Compro Campano!” ha messo in piedi grazie alla collaborazione con il laboratorio di comunicazione strategica Blend Lab: gli “Incontri di Comunicazione digitale per piccoli business”; via web, i piccoli business campani possono ricevere i fondamentali strumenti per un’efficace comunicazione nei nuovi media.

Inoltre, di prossima attivazione, probabilmente ci sarà una sorta di sportello di consulenza; avvocati o commercialisti fornirebbero consigli su argomenti rognosi ma essenziali nello svolgimento del lavoro in forma imprenditoriale.

Quindi, la forza vien fuori dall’intero team! Volontari appassionatisi al progetto tra cui: l’artista Luigi Masecchia, co-promotore del progetto insieme alla Iacoletti, Giuseppe Orefice del comitato esecutivo nazionale Slow food, Marinella Molisso, Federica Fiorentino, Paola Cestino, Giorgia Manco, Imma Di Raffaele e Iliana De Rosa.

Per dirla in breve, è grazie all’energia che contagia quotidianamente il gruppo, che si punta a creare una solida rete tra gli artigiani campani, mettendoli nelle condizioni di auto-organizzarsi per diventare più forti.

Inoltre, lo scopo è far sì che l’antichissima tradizione artigianale, e quindi culturale, della Campania permanga nel patrimonio attuale e futuro, e non solo appannaggio dei campani ma sempre più esportato fuori dai confini locali.

Come detto, queste operazioni danno fiducia e supporto agli operatori coinvolti; nello stesso tempo forniscono chance a tutti coloro che sono stanchi di acquisti anonimi e in serie e ambiscono a prodotti alternativi e, semmai, personalizzati.

Concludendo con l’hashtag in voga nel gruppo, auguriamo alle #freschezzecampane di crescere all’insegna della fiducia nel futuro e del miglior uso possibile dei social network!

Luciana Pennino