La nomina potrebbe arrivare tra qualche settimana o magari tra sei mesi ma quello che mi spiace di più è non poter continuare a seguire gli studenti con cui avevo stretto un bellissimo rapporto; purtroppo alla fine i ragazzi sono quelli più penalizzati dalla precarietà“. Questo l’epilogo non troppo felice per Gino Iacono, il professore ischitano che aveva continuato ad insegnare ai suoi alunni dal letto di ospedale in dad nonostante fosse affetto da Covid-19. La passione e lo sforzo dell’insegnante, sono balzate all’occhio anche del Presidente del Consiglio Conte e del Presidente della Repubblica Mattarella, che lo ha insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro. A connotare di cruda realtà la narrazione dell’eccezionale professionalità di Iacono, la condanna al limbo del precariato pur avendo vinto il concorso vent’anni fa. A ridosso dell’inizio dell’anno scolastico infatti, l’insegnante aveva contattato la segreteria dell’istituto alberghiero Telese dove prestava servizio fino a qualche mese fa, per sapere se fosse arrivata la nomina ad insegnante di ruolo. La doccia fredda: niente da fare. E allora riparte da zero Iacono, come migliaia di colleghi in attesa di contratto a tempo indeterminato, aggrappati alla speranza di raggiungere serenità economica e professionale.

Intanto, oggi, in Campania hanno riaperto le scuole per gli studenti che, dopo il lungo stop imposto dal lockdown tornano tra i banchi. Ingressi scaglionati a fasce orarie per i ragazzi, così da ridurre il rischio di contagio da Covid-19, con percorsi separati in entrata e in uscita. Ma si registrano già le prima proteste e defezioni: un liceo di Agropoli, nel salernitano, non ha potuto riaprire i battenti a causa della mancanza di posti; a dimostrazione della deficienza strutturale degli istituti, che la pandemia ha acuito ulteriormente. Davanti al comune di Napoli invece, questa mattina, sit-in di maestre, educatrici e personale scolastico per rivendicare l’apertura delle scuole in sicurezza. I manifestanti chiedono a gran voce al sindaco, Luigi de Magistris, che il protocollo Covid-19 sia applicato anche nelle scuole comunali.