Eugenio Bennato da a tutti appuntamento alle 21.00 di questa sera presso il Belvedere di San Martino. A inaugurare il suo festival sarà la voce di Pietra Montecorvino, che introdurrà il racconto musicale di un “Grande Sud“, che parte dalla Campania di Peppe Servillo per giungere alle sonorità della Sicilia di Mario Incudine.

Ha, così, inizio la kermesse che il cantautore partenopeo ha ideato per proporre un’alternativa alla cultura dominante imposta dalla globalizzazione che vuole affermare un pensiero unico e finisce col livellare la capacità espressiva del genere umano, sempre più legato al mondo virtuale. A questo potere quasi invisibile che Bennato definisce “devastante”, il festival “Musica, identità, rivoluzione” oppone la canzone d’autore attraverso l’aggregazione di musicisti. “Si tratta di strumenti musicali e voci, che vivono la poesia e la tecnologia del presente”, spiega, “per mettersi in discussione rivolgendosi in maniera diretta ad un pubblico vero, reale e pronto ad ascoltare“. Mercoledì 5 agosto l’evento si sposterà a Piazzale San Martino, dove, a partire dalle ore 21.00, il festival proporrà il pluripremiato “Canzoniere Grecanico Salentino“, a cui seguirà l’intervento dell’eclettico Morgan. Stesso posto e stessa ora, ma la sera dopo, giovedì 6, i “Caminanti” siciliani” di Cesare Basile proporranno il loro repertorio prima di dare il benvenuto all’eleganza vocale e interpretativa di Tosca. Le prime tre serate saranno accomunate da un omaggio dell’ensemble “Ra di Spina” ai grandi Maestri della Musica del Sud, da Antonio Infantino a Matteo Salvatore, passando per i “Cantori di Carpino”. Ultimo in ordine di tempo ma non d’importanza sarà l’intervento musicale del padrone di casa: venerdì 7 agosto, sempre a partire dalle 21.00, Eugenio si esibirà assieme a Edoardo all’Arena Flegrea, che sorge a due passi da Bagnoli, il quartiere dove i fratelli Bennato sono nati e cresciuti. Qui, faranno ascoltare al pubblico “La realtà”, la canzone scritta durante la pandemia. “La Storia procede con passi inattesi e spiazzanti. L’Arte riesce spesso ad anticipare, respirando tensioni ed atmosfere ancora inespresse ma pronte ad esplodere“, sottolinea Eugenio, che con questa composizione si è aggiudicato il premio “Canzone dell’anno 2020“. E’, invece, un’altra canzone a dare il titolo alla rassegna musicale: si tratta del brano interpretato da Eugenia, la figlia dell’interprete di “Brigante se more”. Il padre ne è il compositore assieme a Gino Magurno e a Gianni Migliaccio.

Durante il festival, verrà girato un reportage per documentare il risveglio di una città che, dopo la quarantena imposta dall’emergenza sanitaria, rinasce anche grazie all’arte.