“10 bimbi su 1000 ammalati”

Un’epidemia influenzale che non ha fatto sconti, nell’ultimo mese, colpendo soprattutto i bambini. Attraverso il sistema di sorveglianza della sindrome influenzale Influnet, è emerso che la Campania è stata una delle regioni più colpite dal virus, che in questa tornata si è manifestato con febbre, tosse e dolori articolari e muscolari.

I Pediatri: «Il vero pericolo è nell’uso inappropriato di antibiotici; attendiamo con ansia il potenziamento del territorio con i dispositivi previsti dalla legge di bilancio 2020».

«Quello che si sta verificando è il brusco aumento del numero di casi di sindrome simil-influenzale soprattutto nei più piccoli; i nostri studi sono sotto pressione come poche volte è successo negli ultimi anni, viaggiamo ad una media di 50 visite al giorno». Antonio D’Avino, vicepresidente nazionale della FIMP, accende un faro su una situazione “molto calda”. «Ci capita, purtroppo, di assistere ad una vera e propria corsa agli antibiotici, che in moltissimi dei casi non servono a nulla. Anzi, si crea solo un danno perché si genera quella che in gergo si chiama antibiotico-resistenza, riducendo nel tempo la possibilità di cura verso molti ceppi di batteri», spiega D’Avino. Il pediatra aggiunge che alcuni genitori arrivano addirittura a “prescrivere” in autonomia l’antibiotico, utilizzando confezioni che hanno in casa per precedenti terapie. «Comportamenti sconsiderati- dice – che vengono adottati spesso sulla scia di quanto letto sul web, o peggio ancora nella convinzione di poter sostituire con qualche sito internet le competenze del pediatra». «Nonostante il super lavoro di queste settimane – dice D’Avino – tutti i pediatri di famiglia sono sempre pronti a dispensare utili consigli e visitare i piccoli. Inoltre, siamo in attesa che vengano attuate le disposizioni della legge di bilancio 2020: non appena saranno disponibili le apparecchiature diagnostiche di primo livello i pediatri di famiglia potranno ulteriormente venire incontro ai bisogni di salute dei piccoli assistiti E concluderanno con più facilità il percorso di diagnosi e cura nel proprio studio professionale, senza ricorrere a figure professionali esterne». Semplici ma essenziali le precauzioni indicate sul sito del Ministero della Salute per evitare la diffusione del virus: evitare luoghi affollati, lavare regolarmente e frequentemente le mani con acqua e sapone o, in alternativa, con soluzioni detergenti a base di alcol o salviettine disinfettanti, aerare regolarmente le stanze dove si soggiorna. “Bastano questi pochi accorgimenti – conclude D’Avino – per limitare significativamente il propagarsi dell’epidemia”

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