Il Prof. Domenico Tiseo, Aggregato in Malattie Infettive e Tropicali, facoltà di Medicina e Chirurga, Ateneo ” Federico II ” Università degli Studi di Napoli intervistato da Barbara Caputo

Con l’arrivo del freddo invernale, ecco ripresentarsi puntualmente l’influenza.
Cosa dobbiamo aspettarci, un virus blando oppure aggressivo?
Il ceppo influenzale atteso per quest’anno non è nulla di “trascendentale”.
Quando raggiungerà il picco influenzale?
Il picco come sempre sarà in Gennaio/Febbraio.
Quali sono i principali sintomi dell’influenza ?
I principali sintomi influenzali caratteristici sono febbre, dolori artromuscolari, congestione nasale, tosse, astenia. In esordio potrebbero esserci anche Nausea o Vomito e, talvolta, una sintomatologia prevalentemente intestinale con diarrea. Da ricordare che la dolorabilità artromuscolare non è provocata dal virus, ma dalla produzione di Interferone da parte del Nostro organismo per contrastarlo.

Come dobbiamo curarci?
La terapia è nel riposo a letto, bere adeguatamente, alimentarsi in maniera leggera, molta frutta e verdure, utilizzare antipiretici, particolarmente adatto il Paracetamolo, ghiaccio sulla fronte per la cefalea, massaggi con alcool per il corpo, specie nei piccoli, per abbassare la temperatura. Se, nonostante tutto, la febbre si mantiene alta, consiglio dopo la terza giornata di ricorrere ad Antibiotici a largo spettro, che non servono per il Virus Influenzale, ma per eventuali Batteri, che le difese Immunitarie non riescono a contrastare, e sospenderli dopo 24 ore di completa scomparsa della febbre. Consiglio di temere le mani sempre ben lavate, proteggere il naso con fazzoletti di carta in caso di sternuti e lavarsi poi le mani. Evitare di far vista ad Influenzati, meglio una telefonata, altrimenti uso di mascherine.

Quanto è importante vaccinarsi?
Consigliamo di vaccinarsi ai pazienti oltre i 65 anni di età, Cardiopatici, Broncopatici, Nefropatici, Cirrotici, Diabetici, Soggetti con Fibrosi Cistica, Neoplastici, Gravide dal 3° mese, Balie, Addetti all’Allevamento e Macellazione, Sanitari e Forze dell’Ordine.
Non vanno vaccinati i Bambini di età inferiore a 6 mesi, Immunodepressi o soggetti Allergici o con sindrome di Guillain-Barrè. Secondo consiglio andrebbero vaccinati i Bambini dai 6 mesi in su, ma personalmente, ritengo anche che, se l’epidemia è blanda, possono benissimo affrontarla con il proprio Sistema Immunitario.
I Vaccini comunque non proteggono completamente; è fisiologico che il 3% sia Non responder, cui va aggiunto un altro 10% di slow responder. Il Virus passando, nel corso dell’epidemia, da un soggetto all’altro, acquisisce nuove caratteristiche che non possono essere previste dal vaccino che è preparato aprioristicamente.