Che i libri dialoghino tra loro, parlandosi attraverso i secoli e i linguaggi, è una acquisizione risaputa dei lettori più assidui. Assonanze, echi, ritorni, addirittura personaggi, sbalzati dalle pagine di un libro a quelle di un altro, intessono quella trama di storie e emozioni che costruisce la letteratura mondiale.

Nella performance “Inferno e paradiso tra arte e letteratura” rappresentata lo scorso 4 gennaio presso la sala del Capitolo del Complesso di S. Domenico Maggiore a Napoli, il dialogo tra pagine e personaggi si è fatto più diretto ed esplicito.

Le scrittrici napoletane, Vincenza Alfano e Chiara Tortorelli, hanno scoperto l’esistenza di molteplici tratti comuni esistenziali e professionali che hanno costruito, tra loro, un solido legame di amicizia e condivisione: percorsi scolastici e accademici, letture e gusti letterari condivisi, perfino la somiglianza di alcune vicende biografiche.

A partire da queste contiguità hanno provato, riuscendoci magnificamente, a far dialogare i loro recenti romanzi , Chiamami Iris (V. Alfano, Erudita di G. Perrone) e Noi Due Punto Zero (C. Tortorelli, Homo scrivens).

Ne è venuta fuori una performance originale e suggestiva che ha messo in luce il talento interpretativo delle due autrici, perché, probabilmente, i talenti non nascono mai figli unici.

Accompagnate dalle note, come sempre indovinate, del maestro Lino Blandizzi, Vincenza e Chiara hanno dato voce alle loro Iris e Emma facendole incontrare in un luogo metaletterario e metatemporale. Proprio il tempo è stato il fil rouge del discorso fra i due testi, questo tempo talvolta tiranno, altre volte inganno, attesa, metafora e velo di Maia.

La toccante rappresentazione teatrale ha mostrato gli elementi comuni tra le protagoniste dei due romanzi ma anche le insormontabili lontananze tra loro. L’inferno, che si è rivelato non solo fatto di tenebre, e il paradiso, che è sembrato non risplendere completamente, sono emersi tra lo stupore del pubblico, sorpreso anche di vedere come due romanzi diventino un’opera artistica unitaria e completamente diversa, quando raffrontati in questo singolare giochi di specchi e rimandi.

Al giornalista Guido Pocobelli Ragosta, attraverso un’intervista complessa e profonda, è toccato ricomporre le file e restituire alle due scrittrici la individualità delle loro opere, che si erano mescolate e infrante.