Una donna di 48 anni è stata violentata domenica pomeriggio, intorno alle 15:00, in un parcheggio nel centro di Napoli.

 Domenica 3 maggio, ultimo giorno di lockdown, un’infermiera, che era in attesa del bus per Avellino, è stata violentata nel parcheggio Metropark in corso Arnaldo Lucci, nei pressi della stazione centrale, da un giovane di origini senegalesi.

La vittima aveva terminato il suo turno nel reparto psichiatria di una struttura pubblica quando è andata al Metropark. “Mi sono seduta su una panchina ad aspettare, non c’era un’anima viva – ha raccontato la donna – e mi si è avvicinato infilando le mani dappertutto. Continuava a ripetere: Fammi fare quello che voglio o ti uccido. Stai ferma e non urlare. Non era un uomo, era una bestia quello che per quarantacinque minuti mi è stato addosso. Era il doppio di me e tutto il suo peso era sulla mia schiena. Si arrabbiava, perché avevo i jeans troppo stretti e non riusciva a levarmeli. Quarantacinque minuti in cui ho capito che la mia paura più forte era quella di morire”. A salvarla da quell’incubo, è stato l’arrivo dell’autista del bus che doveva portarla a casa.

L’immigrato irregolare del Senegal è stato bloccato dalle forze dell’ordine e portato in carcere. Sono stati ricostruiti i fatti anche attraverso la visione delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nel parcheggio, cercando di far luce su eventuali omissioni di soccorso da parte di persone presenti. La 48enne ha anche specificato di aver visto una donna che però non è intervenuto.

In una nota, la deputata campana della Lega, Pina Castiello scrive: «Mi chiedo cosa stiano pensando i ministri Bellanova e Lamorgese, donne come me, sulla violenza sessuale subita a Napoli, domenica scorsa, da un’infermiera 45enne per mano di un senegalese irregolare in pieno giorno e a pochi metri dalla stazione centrale». Aggiunge poi su Facebook: «A Napoli un’infermiera viene brutalmente aggredita e violentata da un senegalese irregolare. Perché le ministre Lamorgese e Bellanova, avvolte in un silenzio assordante, non fanno qualcosa per garantire la sicurezza, specie delle donne? È proprio il caso di concentrarsi sulla sanatoria di 600mila clandestini, cioè la categoria cui appartiene il violentatore di Napoli?».

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