Alcune aziende campane hanno accolto, mercoledì scorso, le scolaresche che hanno aderito alla “X Giornata Nazionale delle Piccole e Medie Imprese“, organizzata dal “Comitato Piccola Industria” delle province di appartenenza. Il fine dell’iniziativa, promossa da Confindustria su base nazionale, è quello di diffondere la cultura d’impresa e offrire agli studenti l’opportunità di entrare in contatto col talento che crea prodotti e servizi. Per fare ciò, l’azienda deve essere resiliente, cioè deve reagire all’inatteso e riorganizzarsi, pur mantenendo la propria identità. Per spiegarlo nei fatti, il comitato della Confindustria di Benevento ha chiesto alle ditte che sono state danneggiate dall’alluvione del 2015 di offrire una testimonianza su come hanno reagito all’evento e ne sono uscite rafforzate. Se a Caserta sei scuole sono entrate in contatto con altrettante aziende locali, nel salernitano sono state undici le ditte che hanno aperto le loro porte alle scolaresche. In Irpinia, trecentotrenta studenti sono stati coinvolti nell’iniziativa attraverso un concorso, che ha premiato i migliori con proposte di stage formativo retribuito.

La lotta alla contraffazione, cruciale per la crescita economica e l’occupazione di un Paese manifatturiero come l’Italia, è stato il tema di quest’edizione. “Tutti i settori sono interessati: agroalimentare, beni di lusso, di largo consumo, farmaceutico, arredamento, alta tecnologia, macchinari, componenti“, spiega Gerardo Gambardella, presidente del Comitato salernitano di Piccola Industria, nella nota di fine giornata. “Le conseguenze sulla salute e sulla sicurezza sono particolarmente evidenti in alcuni di essi, ma complessivamente la contraffazione rappresenta un “costo” per l’intero sistema paese che incide sulla competitività del Made in Italy, sulla sicurezza e sull’ordine pubblico, sull’immagine dell’Italia, sul mercato del lavoro, sulla capacità di attrarre investimenti, oltre che in termini di perdita del gettito erariale. E costa, soprattutto, in termini di legalità, per il suo triste connubio con la criminalità organizzata“.

L’iniziativa è parte della XVIII settimana della cultura d’impresa e di quella europea delle piccole e medie imprese. “Industriamoci”, conosciuto anche come “Pmi Day”, è nato nel 2010 da un’idea di Vincenzo Boccia, l’attuale presidente nazionale dell’associazione degli industriali. A distanza di dieci anni, sono stati trecentocinquantamila i ragazzi che hanno varcato la soglia delle imprese aderenti all’iniziativa, il cui numero si è quadruplicato.