Indebito assistenziale per sopravvenuta carenza del requisito reddituale: le somme devono essere restituite solo a partire dal provvedimento di accertamento.

Corte di Cassazione, Ordinanza 12608 del 2020.

L’INPS chiedeva ad un cittadino di restituire le somme indebitamente percepite a titolo di assegno sociale per superamento dei limiti reddituali perché dopo la morte della moglie aveva iniziato a beneficiare anche della pensione di reversibilità.

La Corte di Appello di Napoli respingeva la richiesta del pensionato di non dover rendere le somme. La Corte di Cassazione ha ritenuto, invece, che le prestazioni erogate non fossero ripetibili fino al provvedimento di verifica dell’indebito. La Suprema Corte ha ritenuto di tutelare l’affidamento dell’interessato, essendo da escludere il dolo non configurabile dalla mera omissione di comunicazione di dati già conosciuti dall’INPS che eroga sia l’assegno sociale che la pensione di reversibilità.

Nel settore della previdenza e dell’assistenza obbligatorie, in luogo della generale regola codicistica di incondizionata ripetibilità dell’indebito, è esclusa viceversa la ripetizione in presenza di situazioni di fatto aventi come comune denominatore la non addebitabilità al percipiente della erogazione non dovuta ed una situazione idonea a generare affidamento.

La funzione di soddisfazione di essenziali esigenze di vita della parte più debole verrebbe contraddetta dalla indiscriminata ripetizione di prestazioni con destinazione alimentare.

L’indebito assistenziale determinato dalla sopravvenuta carenza del requisito reddituale è ripetibile solo a partire dal momento in cui intervenga il provvedimento che accerta il venir meno delle condizioni di legge, e ciò a meno che non ricorrano ipotesi che escludano qualsivoglia affidamento, come nel caso di erogazione a chi non abbia avanzato domanda o non sia parte di un rapporto assistenziale o di radicale incompatibilità tra beneficio ed esigenze assistenziali o, infine, di dolo comprovato.

In nessun caso si possono ipotizzare i presupposti per la restituzione dell’indebito quando esso scaturisca dal possesso di un certo reddito costituito da una prestazione erogata proprio dall’INPS. In tal caso, l’affidamento riposto dal pensionato nella legittima erogazione di importi effettuati dallo stesso Istituto (informato della situazione reddituale) appare certamente tutelabile. L’INPS è onerato alla attivazione dei controlli reddituali allo scopo di sospendere le prestazioni non dovute. Non può farsi carico al percipiente di un’omessa comunicazione di dati reddituali che l’INPS conosce o ha l’onere di conoscere.

Avvocato Sergio Carozza

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