Mercoledi 17 aprile p.v., ore 20,30 al Clubino (via Luca Giordano 73, Napoli) si celebra l’esordio letterario di Maria Grazia Gugliotti che presenta il suo Inconfondibili tracce, recentemente pubblicato da L’Erudita.

Con lei, nell’accogliente salotto vomerese di Piera Salerno, ci saranno il cantautore Lino Blandizzi per l’accompagnamento musicale e l’attore Alessandro Incerto per le letture dal testo; ma soprattutto ci saranno Vincenza Alfano e Lucio Rufolo, perfetti madrina a padrino di questo lieto evento, venuto alla luce sotto l’egida dell’Officina delle Parole, di cui Vincenza Alfano è docente, Lucio Rufolo è assiduo frequentatore, come pure assidua frequentatrice è chi scrive.

E così, la festa di una novella scrittrice diventa la festa di una comunità di scrittori e/o scriventi (meglio non prendersi troppo sul serio), ossia di un gruppo di persone che ama esprimersi attraverso qualcosa che resta e non vola via. Un gruppo di artigiani della parola scritta che porta avanti un lavoro continuo e appassionato di ricerca della propria voce, unica e personale, all’interno di un progetto comune rigoroso e in perenne trasformazione.

Ma proviamo a introdurci in questa pubblicazione, dai toni delicati e sognanti fin dalla copertina a metà tra la realtà e la fantasia.

La tenera bambina, che sembra rimproverare amorevolmente un cucciolo vero di orso, mentre indossa la collana di perle, presumibilmente, di sua madre, fa subito comprendere il ruolo che il fantasticare occupa in tutta la narrazione.

Si tratta di una raccolta di diciotto racconti brevi, spesso giocati sul tema del ricordo, della rievocazione della adolescenza e soprattutto della seconda occasione che permette un lieto fine, seppur tardivo.

Lo stile è fresco e colloquiale, come di intrattenimento tra amiche, l’atmosfera è quella della confidenza e della intimità dei pomeriggi di dolci dialoghi fra persone che si vogliono bene.

Diviso in tre sezioni (Racconti di amore, Racconti d’emozione e Racconti umoristici) non mostra grossi elementi di discontinuità e procede fluente e accattivante, mantenendosi sempre intorno a tematiche quotidiane, spesso narrate con l’artificio della prima persona che rende immediata l’immedesimazione del lettore.

Nei racconti le protagoniste sono quasi sempre donne (solo in un caso il protagonista appartiene al quello che un tempo era considerato il sesso forte): figlie, madri, amiche, innamorate, amanti, perfino una nonna. Si tratta di donne ottimiste, pragmatiche, fiduciose nella vita e nelle sue possibilità, pronte a cambiare e a trasformarsi se gli eventi le conducono lontano, sempre caratterizzate da grande modernità, benché in molti casi nostalgiche.

La lunghezza delle storie è perfettamente adatta a una lettura piacevole, mai appesantita da dettagli ridondanti. La omogeneità dello stile, delle atmosfere e dell’andamento narrativo stempera la difficoltà, talvolta avvertita dal lettore di un libro di racconti, di passare da una storia all’altra.

In definitiva, siamo di fronte a un’ottima prova che lascia ben sperare in future produzioni.