Gennaro a Forcella

In piazza Crocelle ai Mannesi, dove San Biagio dei Librai incrocia via Duomo, la gigantesca opera di street art Gennaro, realizzata da Jorit in occasione della festività del Santo Patrono di Napoli, è stata benedetta e consegnata alla città lunedì alle 18.00.

Ha fatto tanto incuriosire, nei primi giorni, da scatenare un vero e proprio concorso di idee, a caccia dell’identità del personaggio che sarebbe stato realizzato, tra Maradona e Viviani, fino al riferimento inesatto e problematico a Nunzio Giuliano. Com’è stato lentamente svelato dal suo autore, lo street artista Jorit, il modello per il volto di Gennaro è tutto in un giovane operaio napoletano – modesto e onesto come i natali che si raccontano del Santo – il quale ha avuto l’altissimo compito di sciogliere una sublime santità nel corpo del popolo napoletano, restituendogli tutta l’umanità del suo Patrono.

Giorno dopo giorno, i residenti, i commercianti, i passanti e i primi gruppi di turisti hanno seguito la progressiva manifestazione del miracolo: Gennaro a Forcella è già il nuovo segno del quartiere, cui si chiede la protezione, lo scudo grande quanto un palazzo, per tutto quanto dovesse rovesciare al peggio. Lo hanno inteso in moltissimi anche sul web e sui social, come Roberto Saviano che ne ha commentato e condiviso con soddisfazione l’esito ed il significato, ma anche per strada: comparse sulle bancarelle, già da qualche giorno, le nuove “cartoline di Forcella” con la foto dell’opera.

Oltre ai promotori, erano presenti il duca don Riccardo Carafa d’Andria, vicepresidente della Deputazione, Paolo Jorio, direttore del Museo del Tesoro, e padre Angelo, parroco della Chiesa di San Giorgio Maggiore, ad angolo con Gennaro, il quale ha benedetto – per la prima volta in assoluto – l’opera di street art.